Terapia Manuale Osteopatica

Re: Terapia Manuale Osteopatica Prof. Ricciardi

Messaggioda Massimo Defilippo » 03/03/10

Eupecchi,
mi dispiace che se la sia presa per la mia riflessione sui medici, non era mia internzione.
Del resto in ogni campo ci sono bravi e meno bravi, elettricisti, idraulici, avvocati, commercialisti ecc.

La medicina tradizionale non guarisce tutti, soprattutto se praticata da persone (medici e fisioterapisti) di dubbia professionalità.
Ci sono fisioterapisti in giro che fanno gli attacca macchine e i massaggi, non conoscono la fisioterapia manuale, l'osteopatia, l'agopuntura ecc.
La cosa più grave non è quello che fanno, ci sono tanti pazienti che guariscono, la cosa grave è che vanno a dire ai pazienti:
non si preoccupi, guarirà dopo!
Una paziente con menisco lesionato: Torni pure a giocare a tennis, così vediamo cosa succede.

Quello che voglio dire è che la cosa più grave è la "malafede" e le "cose" che si vogliono far pensare alla gente.

Non ho parlato di agopuntura perchè sò a malapena cos'è, non conosco nessuno che l'abbia fatta, ma credo che come ogni cosa possa guarire i pazienti o no.
E' come un osteopata che crede di poter fare diagnosi e di curare tutti e tutto, un po' eccessivo, non credete?
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Re: Terapia Manuale Osteopatica Prof. Ricciardi

Messaggioda Eugenio Pecchioli » 03/03/10

Non me la sono affatto presa con l'amico De Filippo. Me la sono presa con chi, non conoscendo le cose di cui parla, da dei giudizi fondati sul nulla, tutto qui. Circa la malafede sono perfettamente d'accordo.
Saluti..
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Re: Terapia Manuale Osteopatica Prof. Ricciardi

Messaggioda Giuseppe Palestini » 03/03/10

Che tra parentesi sarei io...
Io conosco quello che vedo!
Se una paziente con algia vertebrale di origine posturale viene trattata con agopuntura (io non vi trovo indicazione), e non guarisce se non che temporaneamente dai sintomi tanto quanto un antidolorifico, sarebbe compito dell'agopuntore analizzare altri aspetti o mandare il paziente da altri professionisti se lui fa solo agopuntura, e non aspettare che il paziente ritorni in maniera cadenziale per pungerlo all'infinito. e questo è solo un esempio, li può esporre anche lei degli esempi.
io quando non sono in grado di trattare dei pazienti, lo dico!
Spesso vedo professionisti che cercano chiodi solo perchè hanno un martello!
La medicina alternativa poi, se viene praticata ( come spesso succede) senza conoscere il meccanismo di azione, non sarà mai in grado di fare previsioni sulle possibilità di successo, e allo stesso modo non possiamo capire quale è il target principale dellepatologie che può trattare, perchè tutte le discipline mediche hanno uno spettro di azione limitato su alcune patologie, olistiche comprese.
Altrimenti ilpaziente rischia di spendere una barca di soldi e no capirci nulla, specie se il medico di base l'ha rimandato a casa con un antidolorifico.
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Re: Terapia Manuale Osteopatica Prof. Ricciardi

Messaggioda fisiostatic » 04/03/10

fare diagnosi di lombalgia posturale, energetica, viscerale..etc è difficile se non si hanno tutte le conoscenze in materia.
Solo un'attenta valutazione può chiarire e catalogare il paziente allo stesso modo. Paula van Wijmen il cui, curriculum prevede, agopuntura, manip. meckezie cyriax, laslett, e tutti quelli che ci vengono in mente,.. ha infatti proposto un metodo di calssificazione, molto valido.
La classificazione del paziente lombalgico permetterebbe di non effettuare trattamenti che non servono e dare al paz. la certezza del risultato.
questo sistema di classificazione dovrebbero, in primis, conoscerlo i medici che poi dovrebbero inviare il paz. a chi di competenza..
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Re: Terapia Manuale Osteopatica Prof. Ricciardi

Messaggioda Giuseppe Palestini » 04/03/10

La Paula potrebbe essere una persona da conoscere, fatto stà che il paziente in questione ora sta decisamente meglio, le lombalgie posturali le tratto quotidianamente e so riconescerle, faccio esame delle retrazioni, chiedo come si manifesta il dolore... il dolore posturale molto semplicemente peggiora con posizioni statiche e migliora con il movimento; oltre tutto il paziente aveva anche un pregresso di scoliosi giovanile parzialmente trattata con il corsetto, chi sa se l'agopuntore ha fatto anamnesi, ha fatto spogliare il paziente come dice eupecchi, chi sa se la paziente ha fatto in tempo a dire che da giovane aveva portato il corsetto.
Ho rifatto esame posturale, anche (per chi laconosce) con la spinometria formetric, postura discretamente migliorata, rotazioni vertebrali comprese ( la tomba dei corsetti).
Senza dubbio i medici dovrebbero fare una classificazione delle algie, l'ultima ipotesi diagnostica di un medico di base che ho sentito è stata quella di una discopatia sintomatica lombare su un paziente che aveva una tendinosi degli estensori dell'anca; ho chiesto cosa faceva durante la settimana, tra le altre cose, sulla pista di atletica correva da tempo sforzando la gamba sugli ostacoli.... ulteriore esempio dimostrativo di dove stava la principlae causa.... fuori dal nostro corpo, come ho detto in altri post.
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Re: Terapia Manuale Osteopatica Prof. Ricciardi

Messaggioda Eugenio Pecchioli » 04/03/10

E' curioso che io, che non sono un agopuntore, mi trovi a difendere l'agopuntura. Che senso ha dire che se l'agopuntura non ha funzionato si continua in eterno a pungere ? A parte il fatto che esistono metodi non invasivi che sfruttano lo stesso principio dell'agopuntura, se l'agopuntura non ha funzionato i casi sono tre: 1 ) L'agopuntore ha sbagliato diagnosi o terapia;
2 ) L'agopuntura non era indicata in quel caso; 3 ) Il paziente ha un terreno non recettivo. In tutti questi casi è obbligatorio rivalutare il caso e prendere le opportune decisioni. E'una cosa molto diversa dalla medicina accademica ? E nel caso della fisioterapia, funziona sempre tutto bene fin dalla prima seduta senza che ci sia mai bisogno di rititrare le fila di qualcosa che non va proprio come si vorrebbe ? A me capita con una certa frequenza di rivedere o di completare le mie prescrizioni al fine di ottimizzare il trattamento. Ma se così non fosse non sarei un medico, sarei un matematico a cui due più due fa sempre quattro. Per finire: anch'io credo a quello che vedo. Ed è proprio perché lo vedo funzionare che ci credo. Se poi qualcuno non conosce la materia ed applica la pressappocoterapia è colpa sua, non della disciplina.
Saluti.
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Re: Terapia Manuale Osteopatica Prof. Ricciardi

Messaggioda Alberto Carletti » 04/03/10

Mi permetto di dire, senz'ombra di polemica, che siamo off topic.
Colgo l'occasione per comunicare, anche allo staff, che non mi invischierò nuovamente in polemiche assurde (nonostante le sicure provocazioni)
Cordialmente

Alberto
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...ciò che vediamo e tocchiamo è solo una piccola parte di un'archittettura che non sappiamo spiegare...

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Re: Terapia Manuale Osteopatica Prof. Ricciardi

Messaggioda Giuseppe Palestini » 04/03/10

eupecchi ha scritto:se l'agopuntura non ha funzionato i casi sono tre: 1 ) L'agopuntore ha sbagliato diagnosi o terapia;
2 ) L'agopuntura non era indicata in quel caso; 3 ) Il paziente ha un terreno non recettivo.
.
Allora mi conferma quello che dico io, probabilmente: non si è più globali perchè si praticano medicine alternative, si possono praticare le stesse con chiusura di vedute nei confronti di altri approcci, delle volte più indicati.
Se un professionista che non pratica medicina alternativa ha un fallimento di 5 pazienti su 10, èpossibile che sia dovuto ad incapacità del professionista, ad incurabilità del paziente e ad ignoranza nei confronti di approcci non convenzionali (poche volte a mio avviso);
Se invece colui che pratica frequentemente medicina alternativa ha un fallimento di 5 pazienti su 10, esso è dovuto a incapacità o pressappochismo dell'operatore , a "inguaribiltà" del paziente (non sò se può corrispondere al terreno recettivo di cui parla), ma il più delle volte a "ipervalutazione" della disciplina, qualche volta in buona fede, e dovuta propria alla ridotta percentuale di prevedibilità di risultato;
Questa è la mia piccola esperienza nei confronti di pratica discipline olistiche;
paradossalmente verrebbe quasi da dire che è più globale chi non pratica nessuna medicina alternativa; chiaramente in senso assoluto il concetto non ha nessun senso, è il professionista che fa la differenza ( ma il professionista è umano :D ).
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Re: Terapia Manuale Osteopatica Prof. Ricciardi

Messaggioda Eugenio Pecchioli » 05/03/10

Se un medico ha il fallimento del 50% delle sue terapie forse è bene che si chieda se è giusto che continui ad esercitare, qualunque disciplina pratichi. Quando si ha un fallimento bisogna sempre chiedersi perché. Io non mi dispero se ho un fallimento purché ne capisca il motivo. La volta prossima non fallirò. Al contrario un fallimento " sine materia " non mi insegna niente e la prossima volta posso nuovamente fallire. L'importante, comerho già dettoaltre vpolte, è non essere talebano e non applicare sempre e comunque il giochino di cui uno si innamora.Comunque, nella mia esperienza, posso dire che, di fronte a patologie acute, la medicina accademica è indicata nel 70 % dei casi mentre in quelle croniche la medicina integrata vince nel 90% dei casi.
Con simpatia.
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Re: Terapia Manuale Osteopatica

Messaggioda Saad Youssef » 06/03/10

eupecchi ha scritto:Comunque, nella mia esperienza, posso dire che, di fronte a patologie acute, la medicina accademica è indicata nel 70 % dei casi mentre in quelle croniche la medicina integrata vince nel 90% dei casi.
Con simpatia.



Con tutto il rispetto, Doc, è statisticamente poco indicativo della validità dell'una, dell'altra o dell'integrazione di entrambe riportare la percentuale di indicazioni in acuto Vs cronico. Può essere più preciso, separando acuzie e cronicità e le due modalità di intervento nell'una o nell'altra condizione? Se possibile ovviamente, quello che so della medicina alternativa lo sto "imparando" da lei.

Cordialmente.
Ft Saad Youssef

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Re: Terapia Manuale Osteopatica

Messaggioda Giuseppe Palestini » 07/03/10

Il 50 % era solo come esempio ovviamente. Se vogliamo fare una distinzione acuto/cronico, mi sento di dire che, per quel che mi riguarda , la terapia fisica nell'acuto fa da padrone nella maggioranza dei casi, mentre nel cronico vince in percentuale la terapia manuale; oppure: le patologie dei tessuti rispondono bene alla terapia fisica, le patologie biomeccaniche alla terapia manuale. Se eupecchi si occupa di terapia del dolore, la medicina alternativa è probabilmente di aiuto, poichè i meccanismi di interazione con il dolore sono infiniti, mentre invece i meccanismi di interazione con una biomeccanica alterata non hanno connessioni strette con la bioenergetica e le terapie riflesse, le quali sono l'argomento principale della medicina alternativa, se escludiamo osteopatia, chiropratica e poche altre.
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Re: Terapia Manuale Osteopatica

Messaggioda Eugenio Pecchioli » 08/03/10

Il concetto di acuto e di cronico è stato legato, per molto tempo, all'età della lesione. In realtà,lo spartiacque fra acuto e cronico è puramente biologico e molto sfumato: riguarda lo stato della matrice extracellulare. Ogni volta che si instaura una lesione ( non importa la causa ) si ha sempre un gradiente elettrochimico fra la sede del danno e quuelle sane circostanti. Nella sede di lesione si instaura un' acidosi più o meno importante, si ha un accumulo di citochine proinfiammatorie del tipo dell'IL 1, TNF beta, IL 6, INF gamma, si ha liberazione di catecolamine algogene rappresentate da bradichinine, istamina, leucotrieni, PG E 2, attivazione di mastociti, linfociti T e NK, etc. In fase acuta si ha iperemia, edema, denaturazione proteica, etc. In fase cronica alle alterawzioni reologiche si sostituiscono quelle fibrotiche a carico dei fibroblassti, dei fibrociti, delle fibre collagene, etc.Tutto ciò, essendo elettricamente polarizzato, determina una DDP fra zona sana e zona lesa generando una specie di pila biologica in cui i vasi rappresentano i cavi elettrici. Si ha accumulo di sostanza P, di CGRP ( Calcitonine Gene Related Peptide ) ad azione algogena mentre la resistenza elettrica cutanea diminuisce incrementando la conduttanza. Nelle lesioni acute si ha una depolarizzazione della matrice, la liberazione di sostanze vasoattive, un'ipertono simpatico con vasocostrizione attiva. Nelle lesioni croniche, al contrario, si ha una iperpolarizzazione dei PG e dei GAGs che divengono ineccitabili, una diminuzione della DDP fra zona sana e zona lesa, un incremento della resistenza cutanea con contemporanea diminuzione della conduttanza, lo stabilimento di un pH alcalino, un aumento del Ca ed una diminuzuione del Mg nel plasma, un ipertono vagale, una diminuzione dell'attività biologica della matrice, una fibrosi certe volte anche palpabile meccanicamente. E' evidente che tutte queste alterazioni biologiche comportano, sia per la presenza di contratture che di dolore, una limitazione funzionale della regione interessata. Ecco, quindi, che, per conto mio, viene a cadere la distinzione fra lesione tissutale e biomeccanica. Dove c'è la prima ci sarà sempre anche la seconda ma sarebbe un errore focalizzare la terapia solo su quest'ultima. Risolverò la limitazione biomeccanica solo se sarò in grado di eliminare la sua causa biologica. Ma non basta. Esistono poi le relazioni psico emotive e quelle metaboliche a complicare ulteriormente la situazione. Ecco perché sostengo che, fatta eccezione per il trauma, ogni lesione biomeccanica va inquadrata in una logica più generale che non trascuri nulla circa le possibilità terapeutiche. La patologia, qualunque sia la sua causa, si risolve sempre in un'alterazione della coerenza dell'informazione. In questo senso, il segnale EM della diatermia,unito a quello degli omotossicologici, ha il compito di recuperare quella coerenza. Quando ci si riesce si ha la guarigione.
Saluti
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Re: Terapia Manuale Osteopatica

Messaggioda didjcolonna » 09/03/10

Molto interessante, Doc, questo discorso, complimenti per la chicca elargitaci.
Credo tuttavia che lo spartiacque tra acuto e cronico rimanga sempre il fattore tempo. E' il tempo infatti che crea le modificazioni biologiche.
Tu parli di alterazioni reologiche , ma non sono così sicuro che il corpo si comporti sempre come un fluido newtoniano!
A causa della infiammazione acuta, abbiamo una elettroconducibilità molto più alta, che permette un trasporto accelerato di tutte le molecole o cellule. Nell’infiammazione cronica abbiamo ancora un’acidità più alta, ma i proteoglicani non reagiscono più in maniera normale, perché sono intrappolati nell'acqua dalle molecole estranee,che producono fattori tossici o campi microelettro-magnetici o magnetici. Ecco perchè non trovo corretto parlare solo di conduttanza (1/R) – I vasi come cavi elettrici : Mah,concetto opinabile, penserebbe il signor Ohm!- bensì sarebbe meglio parlare di induttanza (Z)..
Aggiungo che la Glicocalice non lavora più bene perché è sotto una pretensione, la quale causa una polarizzazione e depolarizzazione della membrana cellulare più irregolare.
Ciò significa una alimentazione irregolare della cellula. Nel campo osteopatico si parla in certi casi di "rigidità di regolazione". Questa rigidità di regolazione può essere leggera, parziale o totale. Dipende appunto dalla situazione del mesenchima. E qui mi sento di spiezzare un'arancia in favore di quegli osteopati seri , che con la caratteristica sensibilità palpatoria riescono a decifrare durante la semeiotica palpatoria con assoluto rigore la qualità tissutale nella sua componente tensiva e tixotropica.
per quanto ne so io lavorando sulla risoluzione della restrizione di mobilità lavoro sulla sua conseguenza biologica, non il contrario. (in fisioterapia)
A parte il segnale EM della diatermia (che ahimè non conosco) possiamo forse noi fisio lavorare sulla chimica?
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Re: Terapia Manuale Osteopatica

Messaggioda Eugenio Pecchioli » 09/03/10

So benissimo che tutto questo discorso ci porta fuori dal topic ma la provocazioe è troppo grande per non essere raccolta.
Cercherò, per quanto posso, di chiarire alcuni elementi della risposta di didjcolonna che non condivido.
1 ) Non è vero che è il tempo che determina le modificazioni biologiche. Esistono moltissime patologie che nascono e si manifestano esclusivamente in modo cronico ( vedi la TBC, l'amiloidosi renale, la sclerosi e la cirrosi epatica e molte altre )
2 ) Quando parlo di alterazioni reologiche mi riferisco alla parte angioformativa ed emodinamica della flogosi acuta. Nella prima fase, le 5 caratteristiche della flogosi sono dovute essenzialmente a modificazioni circolatorie che non si ritrovano più nelle flogosi croniche.
3 ) Nelle flogosi croniche il pH non è più acido ma alcalino. E' nelle flogosi acute che il pH vira verso l'acidità.
4 ) Nell'esempio della pila biologica che si realizza, ogni volta che vi sia una lesione, fra la zona malata e quella sana circostante, si crea una DDP fra le due regioni sorretta dall'energia catabolica derivante dalla zona lesa. I vasi che collegano le due regioni hanno il compito di convogliare verso la zona lesa tutto ciò che serve a mantenerla in vita. In questo senso, essi si comportanto con la ,loro parte interna e con il loro contenuto, come se fossero fili di rame, mente la loro parete, di carica opposta, fa la parte dell'isolante. Pere saperne di più, consultare Hartmut Heine: Manuale di medicina biologica - Guna editrice - 1999 e 2009.
5 ) Parlo di conduttanza per il fatto che, nell'acuto, si ha una diminuzione della resistenza elettrica ( e, quindi, una diminuzione della difficoltà di trasduzione del messaggio informativo attraverso la matrice ) a causa della maggiore imbibizione idrica dei tessuti ( anche per motivi reologici ). Ciò non si verifica nel cronico dove lo stato di gelosi della EMC è un serio ostacolo al passaggio dell'informazione.
6 ) Circa la " rigidità di regolazione " credo che essa si possa ricondurre alle difficoltà di passaggio dell'informazione attraverso la sezione di transito ( vedi sempre Heine ) altrimenti non ho capito il concetto.
7 ) Non è lavorando sulla restrizione di mobilità che si lavora sul tessuto biologico, ma esattamente il contrario. Può essere benissimo che il lavoro su un tessuto patologico possa ottenere benefici ma è solo agendo sulla causa che si possono avere risultati duraturi nel tempo. Ad esempio, in diatermia, non ci interessa tanto la scomparsa del dolore ( sempre auspicabile ) bensì la restitutio ad integrum dei tessuti interessati dalla patologia.
Tutto questo non per amore di polemica e detto senza nessuna spocchia, ma solo per precisare alcune cose che mi sembrava andassero sottolineate.
Con simpatia.
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Re: Terapia Manuale Osteopatica

Messaggioda Rosario Bellia » 09/03/10

Concetti molto interessanti, anche se faccio molta fatica a seguire.
Adesso sarebbe utile trovare delle soluzioni per "calare" sul quotidiano questi concetti.
Grazie per lo stimolo che avete dato a questo topic.
Rosario ;) ;
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