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Dolori dopo la corsa

Dolori dopo la corsa

Messaggioda alessandro72 » 17/08/11

Da mesi pensavo di esporvi questo mio problema ma ho sempre pensato che avrei risolto da me..che sarebbe passato e poi, a parte quando decido di iniziare a fare un po' di corsa, problema INESISTENTE.
Tutto inizia qualche anno fa quando, dopo circa 10 anni di inattività sportiva e vita sedentaria nel vero senso della parola cioè seduto in macchina per lavoro o seduto al pc, decido di riprendere la corsa ( corsicchiavo di tanto in tanto quando avevo 20 anni, adesso ne ho 39, mai avuto questi problemi). Nonostante riprendessi in maniera MOLTO graduale, coi giorni di recupero, dopo le prime 3 uscite ( durante le quali i muscoli sembravano rispondere tranquillamente e li sentivo ancora molto elastici ), iniziano i dolori alle caviglie..tendine d'achille e la mattina dolori al tendine d'achille e alle caviglie in generale quando scendevo dal letto e durante la prima ora..
Puntualmente la situazione si ripete ( compresi i non problemi nelle prime 2-3 uscite ) ogni qual volta sono costretto a fermarmi per un mesetto e poi riprendere; se non corro, MAI alcun problema alle caviglie o altro; riprendo, e dopo un po' ricominciano. A volte è pure intenso ( soprattutto se premo con le dita ) il dolore nella parte mediale dell'astragalo-calcagno. Mi riferisco in questa mia esposizione sempre ad entrambi gli arti inferiori con uguali sintomatologie. Un periodo pensai che stavo risolvendo la cosa facendo degli allungamenti del gastrocnemio e soleo..E sembrava tutto risolto..Ma dopo un paio di mesi mi sono dovuto rifermare per i dolori spesso molto...generici..in zona caviglie..come per l'impatto; dolori che tendono ( ma MOLTO faticosamente) ad attenuarsi dopo 20-30 minuti di corsa ( parlo sempre di CORSA LENTA ), pero'...devo soffrire e correre sul dolore appunto per quel tempo.
Provato terreni sterrati, campagna, asfalto..non cambia nulla.
Ah sono alto 1,78, peso kg 68 circa.
Altra info: da sempre, da piccolo, se sto all'impiedi fermo, senza far nulla, mi stanco maledettamente e danno un po' fastidio i talloni..Naturalmente se mi muovo..cammino..ect sono informissima.
Due mesi fa inizio ad approfondire la cosa visto che mi ero di nuovo dovuto rifermare, dopo un tentativo di ripresa durato 2 mesi circa; dopo un mese dal fermo ( quindi non piu' dolori vari ) faccio intanto una bella ecografia ai 2 tendine d'achille; ottimo ecografista a pagamento, risultato...tendini perfetti.
Ho ripreso di nuovo adesso dopo 3 mesi di fermo, sto aumentando il tempo di allenamento di 1 minuto alla volta, sto facendo quasi ogni giorno allungamento della catena cinetica posteriore + soleo + gastrocnemio..sembra che le caviglie non stiano dando problemi ma mi accorgo che è intenso invece un altro dolore ( sempre ad entrambi gli arti ) che cmq avevo già notato nei mesi precedenti ma forse i maggiori dolori alle caviglie ed al tendine achilleo non me lo avevano fatto..approfondire. Parlo del dolore ( se ho studiato bene ) da periostite tibiale. Se non sbaglio la diagnosi differenziale dovrebbe essere fatta con le microfratture da stress ma non mi va di sottopormi a radiazioni per il momento. In ogni caso, il dolore (al tatto premendo ma a volte pure quando corro riesco ormai a localizzarlo..sentire un qualche "fastidio" nella stessa zona che poi tocco quando mi fermo) è sul terzo tibiale distale mediale( si dice cosi'?) ossia a 4-5 cmq dal malleolo mediale e fa male (sempre se premo con le dita) proprio premendo un po' verso l'interno...verso insomma dove sulla tibia, nella zona postero-mediale, si inseriscono i tessuti molli. Provo con le dita a "sentire" ma non è cosa mia..sembra che ci sia qualche irregolarità ma non so neppure se sto premendo contro qualche grossa vena..Leggo sul brozman e non solo che ( oltre a provvedere all'allungamento del soleo) una causa potrebbe essere l'eccessiva pronazione. Io ancora non mi sono fatto un video di come corro ( non mi pare che gli arti inferiori si muovano "correttamente") ma a guardare il consumo delle scarpe l'appoggio sembra perfetto..la zona esterna del tallone è solo consumata un po' di piu' lateralmente ( sempre entrambi i piedi ).
Se non erro, un periodo un cui mi allenavo solo con la corda, non avevo dolori o altro.
L'eterometria c'è ma compensata da rialzo, anche se solo nel tallone, quindi durante la corsa lenta il rialzo non lo "sfrutto"..ma cmq sono sintomi troppo identici ad entrambi gli arti quindi..la escluderei.
Ho pure pensato a dei fenomeni artrosici, visto il poco movimento che ho fatto negli anni passati ( da seduto per anni si è pure potuto retrarre il tricipite surale ) e visto che capitano anche adesso periodi un cui sto stirato a studiare o al pc e poi magari dopo vado a correre ( quindi poco carico..quella benefica compressione/decompressione che dovrebbero ricevere le articolazioni ), quindi un eccessivo stress durante la corsa rispetto al poco movimento durante il giorno; cosi' ho pure iniziato quando posso a camminare il piu' possibile ( in effetti quando cammino lo sento "strano" il passo..non automatico...sembra che lo debba controllare come se non fossi abituato a camminare..non lo sono in effetti, ma forse è perchè ci penso e cerco di esaminarlo ).
Nessun valgismo-varismo piede-ginocchia o altre cose simili evidenti; studiandomi meglio ultimamente sto notando, in ortostatismo, che se extraruoto un po' tutto l'arto inferiore (sempre entrambi), sembra che l'arto si allinei meglio..forse ho gli arti un po' intraruotati ( non parlo di movimento della tibia naturalmente )? E quindi l'appoggio-carico al suolo durante la corsa "sballa" un po' la corretta biomeccanica dell'appoggio?
Insomma in questa fase sembra che il problema sia piu' questa presunta periostite che i dolori alla caviglia-tendine..fatto sta che ancora una volta non posso provare a migliorare il mio carente fiato ( fumo ) e la cosa sta iniziando ad infastidirmi, visto che sono ancora un baldo giovanotto con tanta voglia di fare sport!
Se volessi evitare degli rx cosa altro potrei fare? l'ecografia in quel punto della tibia mi direbbe qualcosa?
Naturalmente qualunque vostra impressione, domanda, ect sara' preziosissima.
Ciao.
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Re: Dolori dopo la corsa

Messaggioda zenone » 17/08/11

Caro Alessandro, considerato che i consigli dati per forum sono un pò a "naso", ti sconsiglierei esami per indagare la frattura da stress poichè in anmnesi non hai sollecitazioni meccaniche tali da giustificarli, non hai fatto 3 maratone in tre mesi, per intenderci. La localizzazione dei sintomi, faccia mediale della tibia e dell'astragalo mi farebbero pensare ad una disfunzione del tibiale posteriore. Comunque prova a massaggiarti profondamente, con dolore naturalmente, la faccia mediale della tibia e la zona mediale del calcagno (per non sbagliare una passatina al tricipite la darei). Inoltre lascia perdere lo stretching del tricipite e sostituiscilo con l'eccentrica (controlla l'eventuale pronazione). non interrompere la corsa poichè ti farà da feedback del trattamento. Infine rinforza gli extrarotatori d'anca oltre che al tibiale posteriore.
P.S. non preoccuparti per la sedentarietà, non ho fatto una cippa per 44 anni e adesso faccio maratone, ci vuol ben altro per far accorciare il tricipite.
ciao
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Re: Dolori dopo la corsa

Messaggioda alessandro72 » 18/08/11

Grazie intanto per la risposta Zanone. Da quanto letto tempo fa la disfunzione del tibiale posteriore non si evince da una pronazione del piede, soprattutto col test in cui chiedi al paziente di stare sull'avanpiede per notare eventuale pronazione...valgismo? Nel mio caso ho gia' valutato la cosa ed è assente. Mi è solo venuto un dubbio pero' che non ho ancora verificato ( magari con un video visto poi bene a rallentatore ) cioè su come si comporta il piede al contatto col suolo cioè se il tibiale posteriore non si attiva sinergicamente e correttamente nel controllare l'impatto e quindi tutto il piede si storce un po' in valgismo..in pratica contatto dell'avampiede>pronazione prima che il tallone sfiori il suolo..Pero' non ho dato molto peso a questa ipotesi visto il consumo ottimale delle scarpe( è anche vero cmq che il tallone durante la corsa lenta poggia poco e niente al suolo quindi magari dalle scarpe non riuscirei a capire bene..).
Considerando possibile la tua ipotesi, il tibiale posteriore che non fa bene il suo lavoro, all'impatto col suolo, considerando origine e inserzione, potrebbe subire un continuo stiramento, quindi gli esercizi in eccentrica evitando pronazione servirebbero a migliorare la sua attivazione?
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Re: Dolori dopo la corsa

Messaggioda zenone » 18/08/11

Il piede pronato è un fattore di rischio per la DTP ma la sua presenza non è indispensabile in questa patologia. Nello stadio iniziale della disfunzione del tibiale posteriore non abbiamo alcuna modificazione statica del retropiede (solo nella fase avanzata la sua incapacità determina la positività al test che hai citato e ad alterazioni statiche del retropiede). Un'analisi dettagliata è un pò complicata, ma sembrerebbe che il problema non sia quanto il retropiede proni ma con che velocità esso proni (ciò indica l'incapacita di frenare la pronazione e quindi una maggior sollecitazione del sistema muscolo-tendineo del tp e delle strutture legamentose mediali del piede). La pronazione è una parte della catena cinetica di "ammortizzazione" dell'arto inferiore nella prima fase del passo, dal momento del contatto del tallone al suolo fino al 35%-50% della fase di appoggio. In questa catena cinetica non partecipa solo il piede con la pronazione ma tutto l'arto inferiore con una rotazione interna. I muscoli che controllano, con una contrazione eccentrica (e quindi dissipano energia cinetica) sono il tibiale posteriore e i rotatori esterni d'anca. Quindi se per qualche recondito motivo qualcuno del gruppo non fa il suo lavoro ecco che l'anello più debole del sistema segnala l'anomalia e cioè il tibiale posteriore. Visto che il trattamento è semplice lo provi e quindi fai una diagnosi ex-juvantibus.
L'esercizio in eccentrica deve andare in pronazione ma anche se il movimento è lo stesso, il carico e la velocità dell'esercizio sono diverse e quindi controllabili dal sistema neuro-muscolare. Non dimenticare il trattamento mio-fasciale.
ciao
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Re: Dolori dopo la corsa

Messaggioda alessandro72 » 18/08/11

Aiutami a capire meglio se puoi..quindi abbi un po' di pazienza causa mia ignoranza.
Per lavorare in eccentrica potrei semplicemente stare sull'avampiede e controllare la discesa del tallone al suolo? Oppure, a ginocchio flesso e avampiede contro il muro (supino) spingere contro il muro in modo che i muscoli della coscia, piu' forti, costringono in eccentrica il tricipite?
Che vuoi dire con "l'esercizio in eccentrica deve andare in pronazione"? Io noto, provando a fare gli esercizi cui sopra, che il piede non va in pronazione..diciamo che forse la controllo egregiamente..anche se, saltando..correndo, mi pare di notare una veloce e sfuggente pronazione all'impatto.
Che ne pensi se facessi dei saltelli su di un arto, cercando di controllare eventuale pronazione all'impatto col suolo?
"Esaminandomi" sto notando inoltre che, simulando un passo a rallentatore, non appena poggio il tallone con un po' di carico, tutto l'arto inferiore se ne va in intrarotazione..E' normale o è appunto la possibile debolezza degli extrarotatori femore?
Questa cosa mi ha fatto pure fare un altro ragionamento...cioè col piede vincolato al terreno e tutto l'arto che intraruota non aumenta la distanza fra le inserzioni del tibiale posteriore e quindi appunto uno stress?
Come potrei allenare gli extrarotatori dell'anca? Nel senso..che penso gia' da un po' che i banali esercizi segmentali per i vari muscoli servono a ben poco ( in alucni casi) in quanto devi insegnare a quel muscolo ad attivarsi nella modalità in cui esso è chiamato a svolgere la sua funzione. Quindi boh..cercando di controllare e limitare l'intrarotazione dell'arto durante il passo?
Dimenticavo, vi do' altri dati, se possono servire: spesso ( a periodi cmq ), se provo a fare un flessione delle dita dei piedi, mi prendono come dei crampi dolorosissimi, che cmq scompaiono dopo poco massaggiando. Inoltre mi sono accorto che il quinto dito di entrambi i piedi non riesce ad eseguire l'estensione..boh cose da pazzi..e chi se ne era mai accorto!
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Re: Dolori dopo la corsa

Messaggioda Rosario Bellia » 19/08/11

Ciao ti consigliere di effettuare delle riprese filmate complete mentre corri, come già pensavi, poiché un’alterazione del movimento può determinare microtraumi e dolore oltre a favorire dei movimenti di compenso e sovraccarichi funzionali.
Prendendo in considerazione la posizione del piede di un podista in fase di “recupero”, basta una semplice abduzione o supinazione del piede nella fase di “volo” (passo posteriore), che porterà a un’attivazione selettiva di alcuni muscoli con conseguente sovraccarico funzionale della catena cinetica interessata, che prima o poi darà un sintomo (concetto kinesiopatologico). Inoltre sarebbe interessante anche analizzare tutto il ciclo dell’appoggio del piede al suolo, valutando la successione della ripartizione dei carichi in base agli assi di carico podalico; meglio se confortato da una barostabilometria statico-dinamica. Per poi progettare, anche, una rieducazione propriocettiva mirata del gesto tecnico.
La sindrome da disfunzioni del sistema di movimento (metodo Shirley Sahrmann) prevede una diagnosi funzionale accurata proprio con questo obiettivo. Questa tecnica è molto interessante specie in ambito sportivo, dove basta un piccolo movimento asimmetrico rispetto al contro laterale che può portare a notevoli squilibri funzionali in considerazione dell’enorme ripetitività del gesto tecnico, si pensi alle azioni cicliche (corsa, nuoto, ciclismo, marcia, remata, ecc.).
Saluti Rosario. ;)
http://kinesiobellia.com/
docente di taping kinesiologico(R) al Master di posturologia Clinica all'Università di Napoli Federico II° e Palermo
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Re: Dolori dopo la corsa

Messaggioda zenone » 20/08/11

Allora, quello che hai descritto è l'eccentrica per il tricipite e in questo caso si deve controllare l'eventuale pronazione, mentre se vogliamo fare l'eccentrica per il tibiale posteriore è un pò più complicato. Si possono usare gli elastici da supino, se il piede dx la fissazione dell'elastico è a dx, ma in questo modo non si riesce a togliere la fase concentrica dell'esercizio, una soluzione può essere in stazione eretta su due rialzi, pochi cm, il piede sano sta su un rialzo a tutta pianta, mentre il piede da trattare appoggia solo sulla meta laterale, quindi ci si solleva con il piede sano e si rallenta la pronazione del piede interessato, che parte dalla supinazione, spero di essere stato chiaro.
Per quanto riguarda il piede nella fase di oscillazione ("di volo"), non ci sono problemi. La catena cinetica dell'arto inferiore nella fase di oscillazione ha come scopo principale l'accorciamento dell'arto per poter superare l'arto contro-laterale in appoggio senza toccare il suolo (flessione anca, ginocchio e dorsiflessione piede). La catena cinetica è aperta, nessun carico da supportare, l'azione muscolare muove solamente i segmenti coscia,gamba, piede, quest'ultimo ha una massa così esigua che il momento di forza principale che è quello del tibiale anteriore è minimo come si può vedere dallo schema (vedi fra il 60% e il 100%)http://www.jbjs.org/data/Journals/JBJS/957/356fig3.jpeg, quindi nella fase di oscillazione non abbiamo sindromi da sovraccarico. La parte più interessante di questa fase è la parte finale in cui abbiamo la contrazione eccentrica degli ischio-crurali che rallentano l'estensione del ginocchio per ridurre la velocità dell'atterraggio del tallone; è in questa fase che abbiamo le lesioni muscolari di detti muscoli. Scusate la pedanteria.
Se vuoi filmarti usa questo software gratuito per l'esame del passo, http://www.kinovea.org/en/, la camera ad alta velocità è necessaria (la moviola con una camera normale è sfocata, quindi misurazioni imprecise e fra un frame e l'altro il piede ha fatto parecchia strada e quindi potresti perdere il momento preciso che vuoi valutare), a poco prezzo puoi trovare la casio EX-FH 1000, non velocissima ma sufficiente per i nostri studi.
ciao
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Re: Dolori dopo la corsa

Messaggioda Andrea Raschi » 20/08/11

zenone ha scritto:Se vuoi filmarti usa questo software gratuito per l'esame del passo, http://www.kinovea.org/en/, la camera ad alta velocità è necessaria (la moviola con una camera normale è sfocata, quindi misurazioni imprecise e fra un frame e l'altro il piede ha fatto parecchia strada e quindi potresti perdere il momento preciso che vuoi valutare), a poco prezzo puoi trovare la casio EX-FH 1000, non velocissima ma sufficiente per i nostri studi


Grazie mille per il software, non ne ero a conoscenza. Ottimo strumento. :clap:
Mi viene da chiederti se esistono altre risorse gratuite in rete che ci possono aiutare nell'analisi del movimento.
Grazie mille in anticipo.
Andrea
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Re: Dolori dopo la corsa

Messaggioda Samuele Passigli » 20/08/11

Ottimo software, progetto free e opensource. Ottima anche la traduzione italiana della documentazione relativa all'utilizzo. Unico neo l'assenza di una versione per utenti Mac....
"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati".

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Re: Dolori dopo la corsa

Messaggioda Rosario Bellia » 20/08/11

Rosario Bellia ha scritto: Inoltre sarebbe interessante anche analizzare tutto il ciclo dell’appoggio del piede al suolo, valutando la successione della ripartizione dei carichi in base agli assi di carico podalico; meglio se confortato da una barostabilometria statico-dinamica. Per poi progettare, anche, una rieducazione propriocettiva mirata del gesto tecnico.


Concordo con ciò che scrive Zenone, che ringrazio per i link segnalati, veramente interessanti e di grande utilità per l’osservazione dei filmati, grazie.
Spiego meglio il mio pensiero:
nella fase di “volo o recupero”, quindi quando il piede non è in spinta, molto spesso gli atleti compiono dei movimenti non coordinati con l’intero arto inferiore o solo con il piede, specie quando sono stanchi, che porta ad un sovraccarico funzionale per attivazione selettiva di alcuni muscoli. I flessori femorali sono i più colpiti, come segnala Zenone, caratteristica la sindrome dell’hamstring da scoordinazione nell’attivazione della catena cinetica. Inoltre, quello che penso possa succedere nel caso del collega, un’attivazione del tibiale posteriore in fase di estensione e “pre-appoggio al suolo” del piede: causa una flessione plantare ed inversione del piede, che avrà un contatto al suolo con la parte antero- laterale e darà origine ad uno stress per contrazione eccentrica ( per ammortizzare e rullare l’avampiede a causa del carico) e dopo per dare l’azione di spinta propulsiva (spesso con interessamento del 5° metatarso nei saltatori). Questi atleti hanno delle callosità in zone precise del piede. Il filmato è sempre un valido aiuto di osservazione del gesto sportivo per affrontare in maniera corretta il sintomo dell’atleta. Saluti Rosario.

;)
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Re: Dolori dopo la corsa

Messaggioda zenone » 20/08/11

Ecco i soliti fighetti del Mac... :roll:
Mi spiace ma non conosco altri programmi per la valutazione.
ciao
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Re: Dolori dopo la corsa

Messaggioda alessandro72 » 21/08/11

Grazie mille per la chiara ed esauriente spiegazione Zenone. Solo una curiosità circa il massaggio: visto che per beccare perfettamente la zona dolente devo premere un po' in profondità col pollice e quindi con lo stesso mi viene istintivamente di massaggiare con un po' di forza ( a mo' di massaggio trasverso profondo...credo ), rischio di far danno a qualche grosso vaso che passa in quella zona (safena, tibiale posteriore)? Non penso perchè cmq, anche se lentamente, il pollice lo faccio scorrere...pero' non so, ho controllato sull'atlante i grossi vasi che passano da li' e...non saprei.
Rosario, il controllo del passo in dinamica, oltre che fare il video della corsa, è una cosa a cui penso da tempo, non solo per i miei dolorini durante la corsa, ma per imparare a valutare meglio un giorno i miei pazienti. Il problema è forse l'acquisto, per il momento, dell'attrezzatura.
Mi piacerebbe capire se, con un minimo di competenze in elettronica, si potesse costruire un qualcosa fai da te; acquistare dei sensori, un software che riceve i dati e li elabora...boh. Ma forse come spesso accade oggi, se si cerca bene sul mercato si trovano soluzioni già pronti a prezzi accettabili. Tempo fa ( non ho piu' il link...) vidi un qualcosa ( in pratica delle suolette mi pare con dei sensori collegati poi ad un filo che terminava in un piccolo apparecchio che potevi mettere dentro una tasca) di portatile che registrava durante il giorno il tuo passo e quindi sfruttabile anche durante la corsa.
Anche se, a quel punto, spesa per spesa, sarebbe meglio utilizzare quel prodotto che ti piazza sensori dappertutto nel corpo, cosi' si ha pure una visione completa di come si muove il corpo durante il passo.
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Re: Dolori dopo la corsa

Messaggioda Luca Tusoni » 21/08/11

Ciao Alessandro,
ho trovato molto interessante quanto emerso in questo topic.
Credo che "adattarsi" potrebbe essere l'unica via possibile per fare un esame del cammino/corsa, a meno che tu non sia disposto a fare un investimento molto consistente o ha rivolgerti a chi l'ha fatto.
Complimenti per la tenacia!!! ;)
So resistere a tutto, fuorchè alle tentazioni...
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Re: Dolori dopo la corsa

Messaggioda zenone » 22/08/11

Caro Alessandro, non preoccuparti per le vene, arterie, linfonodi o altro massaggiati nei punti più dolorosi e vedi cosa succede.
Per quanto riguarda i sistemi di valutazione il mio consiglio è che prima bisogna sapere cosa vogliamo misurare e poi decidiamo gli strumenti. Vogliamo conoscere i dati sulla cinetica o sulla cinematica? oppure entrambi? abbiamo sufficienti conoscenze per interpretare i dati che la tecnologia ci permette di misurare e correlarli alla patologia e al trattamento? se non sappiamo rispondere a queste domande è meglio che lasciamo fare ad altri. Queste attrezzature non sono come gli elettromedicali che basta leggere il libretto delle istruzioni per capire cosa fare. Inoltre costano parecchio e quindi bisogna anche pensare se riusciamo ad ammortizzarle....

P.S. se vuoi vedere qualcosa di interessante vieni a Dusserldorf alla fiera "medica" la terza settimana di novembre
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Re: Dolori dopo la corsa

Messaggioda alessandro72 » 23/08/11

Tenkiuuuuu Zenone per l'ulteriore spiegazione.
Circa l'utilizzo di strumentazioni, Luca e Zenone, avete perfettamente ragione; certo per me sarebbe una cosa bellissima, interessante studiare quei dati che mi potrebbe dare un macchinario del genere ma da un lato dovrei prima imparare tanto per poi interpretarli correttamente e poi, forse, questi strumenti mi porterebbero, in questa fase, a non sviluppare quell' "occhio" necessario per individuare, senza di essi, delle anomalie del movimento che con un po' di esercizio inizierei pure io a vedere senza il supporto della tecnologia.
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