Mi è capitato ora sotto gli occhi l'argomento del trattamento dei TP con la Diatermia per cui, per quanto in ritardo, penso di fare cosa utile dicendo la mia sull'argomento. Il TP è un'area di irritazione loco regionale che può trovarsi all'interno di una qualsiasi delle strutture che fanno parte di un muscolo, di un tendine, di un'articolazione. Si discute ancora sulla sua etiologia che, comunque, sembra debba farsi risalire ad una discrepanza fra apporto di ossigeno e nutrienti e richieste metaboliche della parte interessata. Non hanno andamento metamerico e sono caratteristici di ogni regione dolorabile. Il loro trattamento è, in molti casi, risolutivo anche se spesso, sono necessari diversi trattamenti per ottenere un effetto duraturo. Il fatto che alla base del TP vi sia, forse, un'ischemia relativa, ci spiega perché si ottenga un buon risultato con tutto ciò che migliora l'irrorazione loco regionale e, quindi, l'ossigenazione. Nella mia esperienza ( ripeto, nella MIA esperienza ), una volta individuato il TP tramite le mappe ( ma, poi, l'esperienza aiuta ) uso la Diatermia con l'elettrodo capacitivo a 680 Khz ( se l'organo sede di TP è superficiale ) o a 450 Khz ( se profondo ) alla potenza del 60 - 70% per 5 - 6 minuti da sola o ( con l'elettrodo capacitivo ) insierme a prodotti omotossicologici o a fiori di Bach mescolati alla pomata conduttiva osservando l'esito del trattamento. Se esso è stato ben eseguito, si ha un''immediata diminuzione dei disturbi preesistenti, altrimenti vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa ( o il punto non è stato ben centrato, oppure l'intensità e la frequenza non erano giuste oppure il tempo non è stato sufficiente o altro ). Il trattamento lo ripeto almeno due volte la settimana per le prime 2 - 3 settimane, poi, se tutto va bene, passo ad un trattamento settimanale.Negli episodi acuti, la scomparsa del dolore ( del dolore, non della patologia ) si ha molto velocemente, nelle patologie croniche ci vuole un pò più di pazienza. Nei miei corsi do indicazioni precise su queste cose. Comunque, se qualcuno è interessato a saperne di più, può chiedermi il CD in cui sono indicati anche i farmaci che impiego.
Saluti a tutti e scusatemi per il ritardo con cui rispondo all'argomento.
Dr. Eugenio Pecchioli - Firenze
