Trattamento dei Trigger Point con la Diatermia

Area dedicata alla tecnologia strumentale applicata in terapia fisica

Trattamento dei Trigger Point con la Diatermia

Messaggioda Eugenio Pecchioli » 13/07/09

Mi è capitato ora sotto gli occhi l'argomento del trattamento dei TP con la Diatermia per cui, per quanto in ritardo, penso di fare cosa utile dicendo la mia sull'argomento. Il TP è un'area di irritazione loco regionale che può trovarsi all'interno di una qualsiasi delle strutture che fanno parte di un muscolo, di un tendine, di un'articolazione. Si discute ancora sulla sua etiologia che, comunque, sembra debba farsi risalire ad una discrepanza fra apporto di ossigeno e nutrienti e richieste metaboliche della parte interessata. Non hanno andamento metamerico e sono caratteristici di ogni regione dolorabile. Il loro trattamento è, in molti casi, risolutivo anche se spesso, sono necessari diversi trattamenti per ottenere un effetto duraturo. Il fatto che alla base del TP vi sia, forse, un'ischemia relativa, ci spiega perché si ottenga un buon risultato con tutto ciò che migliora l'irrorazione loco regionale e, quindi, l'ossigenazione. Nella mia esperienza ( ripeto, nella MIA esperienza ), una volta individuato il TP tramite le mappe ( ma, poi, l'esperienza aiuta ) uso la Diatermia con l'elettrodo capacitivo a 680 Khz ( se l'organo sede di TP è superficiale ) o a 450 Khz ( se profondo ) alla potenza del 60 - 70% per 5 - 6 minuti da sola o ( con l'elettrodo capacitivo ) insierme a prodotti omotossicologici o a fiori di Bach mescolati alla pomata conduttiva osservando l'esito del trattamento. Se esso è stato ben eseguito, si ha un''immediata diminuzione dei disturbi preesistenti, altrimenti vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa ( o il punto non è stato ben centrato, oppure l'intensità e la frequenza non erano giuste oppure il tempo non è stato sufficiente o altro ). Il trattamento lo ripeto almeno due volte la settimana per le prime 2 - 3 settimane, poi, se tutto va bene, passo ad un trattamento settimanale.Negli episodi acuti, la scomparsa del dolore ( del dolore, non della patologia ) si ha molto velocemente, nelle patologie croniche ci vuole un pò più di pazienza. Nei miei corsi do indicazioni precise su queste cose. Comunque, se qualcuno è interessato a saperne di più, può chiedermi il CD in cui sono indicati anche i farmaci che impiego.
Saluti a tutti e scusatemi per il ritardo con cui rispondo all'argomento.
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Re: Trattamento dei Trigger Point con la Diatermia

Messaggioda Samuele Passigli » 13/07/09

Grazie infinite per le indicazioni pratiche che sono state riportate. Credo che, come per me, saranno utilissime a molti colleghi.
Naturalmente, se posso permettermi, sono interessato al CD :tmi: :$, in attesa di partecipare ad uno dei suoi corsi (prima o poi troverò anche il tempo per ascoltarla nuovamente di persona).
Saluti ;)
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Re: Trattamento dei Trigger Point con la Diatermia

Messaggioda Eugenio Pecchioli » 14/07/09

Ringrazio Samuele per le cortesi parole. Comunque, per chiunque fosse interessato ai miei CD, suggerisco di mandarmi gli indirizzi postali a cui inviarli perché per E - Mail non passano.
Saluti a tutti.
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Re: Trattamento dei Trigger Point con la Diatermia

Messaggioda Pietro Mazzariello » 14/07/09

vorrei porre una domanda sicuramente banale...ma...
sono un po a digiuno di diatermia, ma ho effettuato il corso base tecar organizzato da una nota azienda distribrutrice di apperecchi elettromedicali del sud italia. durante il corso è stato esplicitamente specificato che la tecar utilizza solo frequenze vicine ai 450 Khz (frequenza scoperta per caso secondo il professore del corso e unica a provocare quei particolari effetti bioelettrici sui tessuti biologici). mi kiedo allora perchè alcuni apparecchi di diatermia utilizzino diverse frequenze (e quindi mi riferisco anche agli esempi apportati dal dott. Pecchioli delle frequenze utilizzate per i TP) mentre altre solo una frequenza? se ho detto delle fesserie sono sicuro che solo qui potrò chiarire queste cose...visto che quando ho posto la domanda al professore del corso nn mi è stato chiarito...
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Re: Trattamento dei Trigger Point con la Diatermia

Messaggioda Eugenio Pecchioli » 15/07/09

La risposta non è semplicissima e richiederebbe molto tempo per approfondirla. Proverò a dirla in breve. Le nostre azioni sono regolate da biofotoni irradiati dalle singole cellule del nostro corpo con caratteristiche di frequenza, coerenza, ampiezza, ridondanza e risonanza diverse a seconda della cellula e dell'organo che li invia. I fasci di biofotoni raggiungono dei recettori che li interpretano e li decodificano sulla base delle loro caratteristiche per cui la loro azione è del tutto specifica. Le caratteristiche più importanti dei biofotoni sono l'ampiezza dell'onda e la loro frequenza. Il nostro organismo lavora preferibilente in modulazione di frequenza e non di ampiezza perché con essa si riduce notevolmente il rumore di fondo e, quindi, il segnale trasmesso è più chiaro. Ogni impulso che raggiunge il nostro corpo è trasportato al suo interno da una certa frequenza che è detta frequenza portante. Nel caso della Diatermia la frequenza portante varia fra 450 e 1.200 Khz circa. Tuttavia, il segnale che entra con questa frequenza non ha le caratteristiche per essere recepito a livello cellulare per cui, rimanendo così, non sarebbe efficace dal punto di vista terapeutico. Esso, all'interno del nostro corpo, si incontra con altre frequenze, di cui 2 sono quelle più importanti: quella caratteristica di ogni nostra cellula e quella del campo magnetico terrestre. Sono le cosiddette frequenze modulanti. Nell'incontro fra la frequenza portante e quelle modulanti nasce la frequenza modulata che varia fra 2 e circa 100 Hz che è quella recepita a livello cellulare ed è quella che può avere un effetto terapeutico. Dico può perché, in certi casi, si può avere anche un effetto patologico, ma sarebbe troppo lungo spiegare perché in questa sede. Il fatto che certe macchine abbiano una o più frequenze portanti sgnifica che si è scelto di dare all'utilizzatore la possibilità di scegliere la profondità di lavoro. Infatti a minor frequenza portante corrisponde maggior profondità di lavoro e viceversa.
Questo è uno degli argomenti che tratto nei miei corsi. Proprio per capire se queste sono cose che interessano ai partecipanti o se si tratta di chiacchiere inutili ho richiesto ai partecipanti al Forum un loro parere sulla loro strutturazione a partire da Settembre. Attendo suggerimenti, critiche e proposte.
Saluti a tutti.
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Re: Trattamento dei Trigger Point con la Diatermia

Messaggioda Giuseppe Palestini » 15/07/09

senza offesa per eupecchi, ma secondo me le frequenze del corpo umano, quelle del campo magnetico terrestre o quelle delle corde vocali :roll: non hanno nulla a che fare con il principio fisico del condensatore e anche con la domanda fatta.
Perchè secondo me le basse frequenze lavorano "più in profondità" e le alte frequenze lavorano "più in superficie":
è sempre questione di fisica..
Immagina una pallina da tennis che sbatte con moto perpetuo (creato dal condensatore) tra due pareti, nel momento in cui la pallina cambia direzione rimane per una frazione di secondo schiacciata contro il muro, più aumenta la frequenza, e più sono le frazioni di secondo che rimane schiacciata contro il muro; ora immagina che la pallina sia uno ione positivo o negativo e che il muro sia la superficie esterna di un tessuto.
Tutto qua.
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Re: Trattamento dei Trigger Point con la Diatermia

Messaggioda Samuele Passigli » 16/07/09

Un invito per tutti: cerchiamo, nel possibile, di rispettare il titolo del topic, ovvero TP e diatermia. L'argomento interessa, almeno credo, molti utenti del forum. Eventualmente è possibile continuare il confronto sul principio fisico della diatermia nei topic aperti in precedenza.
Grazie a tutti ;)
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Re: Trattamento dei Trigger Point con la Diatermia

Messaggioda Eugenio Pecchioli » 16/07/09

Mi scuso con Buddy se uso questo topic per la risposta ma, esssendo stato chiamato direttamente in causa, mi permetto di farlo su di esso.
Mi scuso per la mia ignoranza ma, onestamente, nella risposta della pallina da tennis francamente non ci ho capito nulla. Forse sarà perché io non sono mai stato un cultore del tennis ma, onestamente, non capisco cosa c'entra il condensatore con quello che avevo detto circa la domanda sulle frequenze. Nessuno ha chiesto della teoria del condensatore e nessuno mette in dubbio il fatto che frequenze più alte lavorano più in superficie e frequenze più basse lavorano più in profondità.
Circa le corde vocali, esse hanno una frequenza vibrazionale dai 35 ai 75 Hz a seconda dei tessuti che le formano. Se poi, si vogliono notizie circa le frequenze vibrazionali di altri tessuti, non c'è problema, ammesso che interessi a qualcuno se ne può parlare.
saluti a tutti.
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Re: Trattamento dei Trigger Point con la Diatermia

Messaggioda Giuseppe Palestini » 16/07/09

afterh81 ha chiesto perchè alcune aziende utilizzano una frequenza ed altre due, si deduce da qui che non sappia la differenza di effetto (tra l'altro è una sfumatura) di frequenze diverse.
Io ho spiegato l'effetto di frequenze diverse e perchè ciò avviene ed ho continuato l'off topic iniziato da qualcun'altro.... almeno qualcuno ha avuto una risposta.
Alzi la mano chi non ha capito l'esempio della pallina da tennis. eupecchi, ma sempre lei! :D
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Re: Trattamento dei Trigger Point con la Diatermia

Messaggioda Eugenio Pecchioli » 17/07/09

Alzo la mano, anzi tutte e due. Mi scuso per la mia proverbiale incapacità a capire le cose, ma purtroppo, la mia intelligenza è questa. Colpa della mamma.
Saluti.
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