Martoccia ha scritto:Nemmeno io sono un fisico, ma allo stato attuale della scienza nessuno può dire dove sta un elettrone in un determinato momento. Gli orbitali sono un'ottima convenzione per descrivere al meglio la parte dello spazio entro la quale è massima la probabilità di trovare una particella.
Infatti mi sfugge quando esattamente durante il corso si sia entrati in contraddizione con tale teoria. L'elettrone che sta "tra un orbitale ed un altro" non può essere esclusa dal modello di Schrödinger dato che appunto si parla di "massima probabilità", ma non si parla di certezza: perchè quindi escludere quel 5-10% a priori?
Ovviamente ognuno è libero di fare le proprie scelte. La mia è solo un'opinione. Sinceramente tra ruota della fortuna e RCT, soprattutto con gli occhi di un paziente, preferisco la seconda opzione!
Sarò più esplicito, e prenderò in esame un argomento spero abbastanza neutro come il Parkinson:
http://www.mrw.interscience.wiley.com/c ... frame.html"there is insufficient evidence
to support or refute the efficacy of any given form of physiotherapy over another in Parkinson's disease. Another Cochrane review, Physiotherapy for patients with Parkinson's Disease, found that there was insufficient evidence to support or refute the efficacy of physiotherapy compared to no physiotherapy in Parkinson's disease.
[...]
The efficacy of 'standard' physiotherapy should be proved first before examining variations in physiotherapy methods. Therefore large well designed randomised controlled trials are needed to judge the effect of physiotherapy in Parkinson's disease. After this large RCTs are needed to demonstrate the most effective form of physiotherapy in Parkinson's disease."
http://www.mrw.interscience.wiley.com/c ... frame.html"there is insufficient evidence to support or refute the efficacy of physiotherapy in Parkinson’s disease."
Allo stato attuale la Cochrane Library afferma come non ci siano evidenze dell'efficacia del trattamento fisioterapico sul morbo di Parkinson. Allora, cosa se ne deve dedurre? Che i fisioterapisti (e tutti i medici che prescrivono cicli di riabilitazione...) stanno giocando "con gli occhi di un paziente" e che sperano che "la ruota della fortuna" giri dal verso giusto? O sarebbe meglio non fare alcun trattamento, aspettando risultati più precisi da qualche futura review? O che forse alcune "scelte", come le chiami tu, spesso sono limitate a un'unica opzione, cioè la non-evidenza? E stiamo parlando di una patologia diffusa come il Parkinson...
Scusami, ma non riesco a seguire il Martoccia pensiero...
Il tutto è iniziato dal dire che sarebbe stato "meglio presentare degli studi clinici? Magari fatti con un metodo scientifico?" sebbene tu abbia apprezzato " la parte relativa alle esperienze personali dei medici e fisioterapisti presenti", che come tu stesso dici non hanno alcun valore scientifico e permettetemi, così esposta nessuna utilità pratica.... Infine posti un articolo che afferma come la biorisonanza non abbia alcuna efficacia su una dermatite atopica, dopo aver ampiamente criticato le incredibili imprecisioni sulla fisica quantistica (delle quali per ora abbiamo discusso solo dell'elettrone intrappolato tra un'orbitale, o forse era un'orbita?!?!, e l'altro). Mi chiedo allora: avvicinarsi con una mente critica a dei concetti nuovi mi pare solo che positivo, ma il cercare di confutarli comunque e dovunque mi pare abbastanza dannoso (tra parentesi, il sottoscritto non ha mai difeso l'efficacia della biorisonanza, quindi l'articolo che hai postato credo interessi me come qualsiasi altro che possa avvicinarsi a questo tema

)
Il punto allora è questo: vogliamo davvero capire come e su che basi scientifiche si basa una terapia (indipendentemente dal fatto che funzioni o meno)? Se la risposta è sì dovremmo sorbirci anche le basi di fisica quantistica, che concordo anch'io non siano il massimo spiegate da un medico, ma su cui forse prima di sparare sentenze e giudizi dovremmo certamente eseguire degli approfondimenti personali dato che nel CdL di fisioterapia tali nozioni non sono mimimamente accennate (non so se e quanto approfondite nel CdL di scienze motorie).
Vogliamo essere certi che una determinata terapia (
non solo fisica) funzioni
per ben determinate patologie e condizioni? Pubmed e la cochrane sono a disposizione, pagare un corso perchè mi venga presentata una review, fatta da terzi, a cui posso accedere da casa mi sembra abbstanza superfluo. Se proprio siamo pigri

potrei volere i riferimenti, ma niente di più... Il discorso cambia se il relatore fosse chi ha eseguito lo studio, ma allora evitiamo l'esposizione di una sfilza di casi clinici, che di evidenze non ne portano granchè, e presentiamo materiali, metodi e conclusioni.
Vogliamo sapere come potremmo utilizzare una determinata terapia, che magari non presenterà ancora delle evidenze ma per cui il nostro paziente potrebbe esserci grato (es. del Parkinson)? Spirito critico e mente aperta, un collega esperto che ci ha preceduto nel campo che possa fornirci il suo modo di lavoro, il perchè, e i suoi risultati. Niente di EBM ma tant'è, il paziente potrebbe riuscire ad attraversare la porta...