In linea di massima è perfettamente giusto riferirsi a studi randomizzati e controllati, tuttavia, secondo me, fermarsi a questo schema è piuttosto limitativo. Una metodica che esiste dagli anni 20, che in 80 anni non ha fatto registrare danni di sorta ( perchè se è vero che non esiste una letteratura adeguata che affermi la validità della metodica, ne esiste ancora meno che ne affermi la nocività ) mi sembra più che validata. L'unica controindicazone reale esistente ( anche se solo teorica ) è l'uso della diatermia in soggetti portatori di pace maker. Sono d''accordissimo che la migliore macchina è il cervello ma è proprio usando quello che si fanno i progressi scientifici. Prima che Copernico dimostrasse che è la terra che gira intorno al sole si pensava il contrario. Prima che Einstein dimostrasse l'unicità di materia ed energia si pensava che si trattasse di cose molto diverse se non addirittura antinomiche. Beveniste è stato distrutto dalla scienza " ufficiale " per i suoi studi sulla memoria dell'acqua solo perché non esistevano evidenze " accademiche " della cosa che appariva del tutto irreale, ed oggi è Luc Montaigner che ha ripreso i suoi studi validandone i risultati. Io credo che fermarsi all'esistente sia molto riduttivo, particolarmente in campo scientifico.
Quanto,poi, al riuscire o meno a scrivere un libro chiarificatore sull'argomento, non so se ce la faremo ( non ci sono solo io ma fior di fisici, biologi ed altri personaggi del genere ) ma, certo, se si parte dall'idea della sconfitta fin dall'inizio non si va certo lontano. E la diatermia è un argomento come un altro. Non si vede perché non si debba riuscire ad affrontarlo.
Con affetto.
Dr. Eugenio Pecchioli - Firenze
