da Alberto Carletti » 01/11/09
Entrambe le cose, Vincenzo. Se per fatica intendi la difficoltà da parte del diaframma a svolgere il proprio ruolo inspiratorio, allora è fondamentale ripristinare la funzione fisiologica e demolire l'architettura compensativa secondaria di quei soggetti che fanno un'inspirazione profonda solo se sollevano le spalle fino al soffitto, poichè il diaframma è blindato da tensioni e retrazioni. Non ci può essere "allenamento", come dici tu, senza la possibilità di svolgere la funzione in questione( quindi effettuare un movimento), liberamente. Io non sarei per parlare di "allenamento", riferendoci alla respirazione, ma di abitudine: tantissimi Pz hanno il diaframma rigido e teso come una pelle di tamburo, e che effettua meno di un terzo della propria escursione (coinvolgendo visceri, colonna vertebrale, coste, bacino ed organizzazione posturale), costringendoli quindi a compensare e vicariare una funzione fortemente ridotta, introducendo delle parafunzioni di distretti non originariamente concepiti per tale tipo di attività, mi riferisco ai "respiratori di spalle" (tantissimi!), per esempio.
Non trascuro mai la respirazione, in nessun Pz.
Argomento a parte sarebbe teorizzare sulle cause che hanno portato quel diaframma, ad esempio, a cristallizzarsi in una tensione ipomobile....mi riferisco a cause non solo meccaniche o adattative, ma anche emozionali.
Buon respiro a tutti...
Alberto
Alberto Carletti...ciò che vediamo e tocchiamo è solo una piccola parte di un'archittettura che non sappiamo spiegare...
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