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Osservazione Articolo pubblicato il 17/01/2004
Osservazione generale L’operatore riceve delle informazioni dall’osservazione. È una progressione per effettuare una valutazione globale del paziente. È una valutazione a livello globale, senza entrare nello specifico. Al termine di questa valutazione inizia l’analisi specifica, segmentaria. Il paziente si trova nella posizione a lui più naturale (l’operatore può chiedere ad esempio al paziente di effettuare due passi in avanti e di fermarsi con i piedi allineati e lo sguardo in avanti).
1. Osservazione globale
La prima cosa che può essere evidente è se il paziente è maggiormente in rotazione interna o in rotazione esterna. Ci sono poi tutte le tipologie intermedie che sono di più difficile collocazione. La rotazione interna privilegia tutti i parametri verticali (viso più allungato e stretto, orecchie più accollate, torace più stretto, ecc.). La rotazione esterna privilegia i parametri trasversi (viso più rotondo, orecchie staccate, naso più largo, torace più aperto, bacino aperto, ecc.). La seconda cosa che l’operatore osserva è la statica: - statica anteriore - statica normale - statica posteriore Una statica normale è di difficile riscontro, è la figura di riferimento attraverso la quale è possibile definire una statica anteriore o posteriore. Nella figura di riferimento, la linea del centro di gravità, che attraversa il corpo dalla testa ai piedi, passa a metà della spalla, promontorio del sacro, articolazione dell’anca e del ginocchio e cade nell’articolazione astragalica-scafoidea. La linea anteriore del corpo va dalla sinfisi mentoniera alla sinfisi pubica, occipite e atlante sono allo stesso livello dell’astragalo, la testa è sopra il bacino, il cingolo scapolare corrisponde al cingolo pelvico, il peso del corpo è ben distribuito su tutto il piede, le curve della colonna sono nella normalità. Il tipo anteriore presenta delle caratteristiche specifiche: mento proiettato in avanti con una lordosi cervicale accentuata, la linea anteriore cade al davanti della sinfisi pubica. Quindi se il busto si inclina in avanti, per mantenere lo sguardo orizzontale, la testa è costretta a sollevarsi. Tipo anteriore - Mento sollevato - Linea anteriore spostata in avanti - Bacino ruotato anteriormente - Muscoli anteriori della coscia accorciati - Lordosi cervicale accentuata - Muscoli e legamenti posteriori contratti e tesi - Tensione lombo-sacrale - Muscoli IPT tesi - Peso del corpo sulle teste metatarsali. Questa postura carica molto il tratto lombo-sacrale, in quanto le masse muscolari di questo tratto agiscono da freno al peso del busto che è proiettato in avanti. Il bacino è in antiversione e di conseguenza il retto femorale va in accorciamento mentre gli IPT in tensione (lavorano costantemente contro la forza di gravità per impedire un’ulteriore rotazione anteriore del bacino e quindi sono in uno stato di sofferenza). In questa situazione il peso del corpo è a carico della parte anteriore del piede, cade molto sulla testa dei metatarsi. Tipo posteriore - Collo inclinato in avanti - Curve dorsale e lombare accentuate - Torace appiattito - Linea anteriore del corpo spostata indietro - Tensione sacro-iliaca - IPT accorciati - Muscoli anteriori della coscia tesi - Ginocchio flesso - Peso del corpo sui talloni. Il tipo posteriore è descritto con il collo inclinato in avanti e il mento abbassato. La linea anteriore cade posteriormente alla sinfisi pubica. Il bacino va in retroversione, ma la curva lombare invece di appiattirsi è leggermente accentuata soprattutto nel passaggio dorso-lombare. Questo porta ad una flessione del ginocchio e al carico sul piede nettamente sul tallone. Il tipo anteriore sembra che con le dita del piede appigli il terreno; il tipo posteriore sembra che sollevi le dita dal terreno. Il bacino in retroversione determina un accorciamento degli IPT e tensiona il retto femorale. La classificazione in tipi anteriori e tipi posteriori, oltre che fornire delle indicazioni di tipo meccanico, fornisce anche delle indicazioni di tipo viscerale. Inquadrando il tipo è possibile capire a quali patologie può andare in contro. Guardando la tipologia, possono essere osservate le corrispondenze sagittali, le corrispondenze delle linee orizzontali e le corrispondenze delle rotazioni. Corrispondenze sagittali - Angolo tibio-astragalico e tipologia di distribuzione del carico - Flexum ginocchio - Antiversione/retroversione del bacino - Curve. Tra le corrispondenze sagittali è osservato l’angolo tibio-astragalico. Nel caso di un tipo posteriore, dove è presente un ginocchio più flesso, l’angolo tibio-astragalico è più chiuso. Nel soggetto anteriore, dove il ginocchio è più esteso, l’angolo tibio-astragalico è più aperto. L’operatore inquadra il tipo in anteriore o posteriore e osserva dove sono i compensi. Le zone che presentano i compensi sono escluse inizialmente dal trattamento: l’operatore inizia così durante la valutazione ad escludere delle zone. Corrispondenze linee orizzontali - Bisiliaca - Diaframma/griglia costale/triangolo taglia - Spalle - Occipite Altra cosa da osservare è la corrispondenza delle linee orizzontali. La bisiliaca, le spalle e l’occipite rappresentano, nel soggetto normale, tre linee parallele. Nella realtà questa situazione si verifica molto raramente. Sono prevalenti situazioni dove le linee sono inclinate in modo contrario. Se le inclinazioni sono opposte significa che il soggetto riesce a compensare (situazione fisiologica). Se le inclinazioni non sono opposte, una zona non riesce a compensare. In questo caso la corrispondenza può essere tra bacino e spalle o tra spalle e occipite. Nei casi più gravi, le tre linee possono essere inclinate e parallele. Queste situazioni sono associate alla valutazione delle rotazioni. Corrispondenze rotazioni - Bacino - Spalle - Capo - Arti inferiori - Arti superiori. L’operatore osserva le rotazioni di bacino, spalle e testa. Degli arti superiori e inferiori osserva se le rotazioni sono simmetriche. La corrispondenza delle rotazioni deve essere valutata in combinazione alla corrispondenza delle linee orizzontali. Nell’osservazione globale l’operatore deve effettuare una valutazione a zone, quindi controllare: Zonale - Calcaneare varo/valgo - Volta plantare - Rotazioni tibiali - Altezza creste iliache - Ombelico - Clavicole - Linea bipupillare - Dimensioni orbite/narici - Padiglioni auricolari - Posizione mandibolare - Emitorace.
2. TFE
- Sviluppo delle curve partendo dal capo - Zone di irrigidimento/appiattimento/inversione - Presenza di gibbosità - Risalita delle SIPS - Controllo eventuali compensi arti inferiori: - rotazioni del ginocchio - flessione del ginocchio - elevazione dell’alluce. Il TFE (test di flessione in stazione eretta) inteso solo come risalita delle SIPS rappresenta solo il quarto punto di questo livello. L’operatore deve controllare anche altri aspetti (elencati nella tabella). Questo permette di individuare zone con problematiche o compensi. Dopo aver effettuato il TFE, l’operatore si può posizionare di lato al paziente e controllare lo sviluppo delle curve lateralmente, l’inclinazione dell’osso sacro e l’angolo tibio-astragalico. L’inclinazione dell’osso sacro fornisce un’indicazione sul grado di retrazione degli IPT (se gli IPT sono retratti l’osso sacro è più verticale). Se l’angolo tibio-astragalico si apre, è indice di una retrazione del muscolo tricipite surale.
3. Test di flessione laterale
L’operatore valuta lo sviluppo delle curve in flessione laterale. In assenza di problemi, la curva che si forma durante una flessione laterale, a partenza dalla testa con la mano che scivola lungo il bordo esterno della coscia, è una curva armonica. L’operatore osserva dove eventualmente l’armonia della curva si interrompe evidenziando un tratto rettilineizzato. L’operatore valuta entrambi i lati e li confronta.
4. TFS
L’operatore valuta lo sviluppo delle curve e la risalita delle SIPS durante l’esecuzione del TFS (test di flessione in stazione eretta). Lo sviluppo delle curve può essere differente da quello osservato durante l’esecuzione del TFE.
5. Controllo alla verticale
Sono state evidenziate cinque tipologie: A. Tipo con problematiche ascendenti: rispetto alla verticale, che come condizione di base è presa tra i due piedi, presenta il sacro lateralmente e l’occipite che corrisponde alla verticale (TFE positivo) B. Sacro in linea, occipite traslato: problematiche discendenti (TFS positivo) C. Sacro traslato da un lato e occipite traslato da un altro: è un tipo che presenta sia problematiche discendenti sia ascendenti (problematiche miste) D. Sacro e occipite corrispondenti alla verticale con traslazioni nel mezzo (es: scoliosi): è il tipo compensato E. Sacro e occipite traslati dallo stesso lato. È definito tipo traumatico perché la situazione non è fisiologica.
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