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Tecarterapia Articolo pubblicato il 12/09/2003
La Tecarterapia riattiva i naturali processi fisiologici del metabolismo tissutale, trasferendo energia biocompatibile senza proiezione di energia radiante dall’esterno. Si tratta di una svolta rivoluzionaria, poiché per la prima volta è stato applicato al campo biologico il principio fisico del condensatore, ottenendo una tecnologia che trasferisce energia biocompatibile che permette di sollecitare i tessuti agendo dall’interno. La Tecarterapia crea un campo elettromagnetico alternato che accumula e respinge le cariche elettriche libere presenti sotto forma di ioni in ogni substrato biologico. Attraverso questo movimento controllato: • si trasferisce al tessuto l’energia associata al campo senza proiettarla dall’esterno; • si generano dall’interno del tessuto flussi di cariche elettriche naturali denominate tecnicamente correnti di spostamento.
Effetti Le correttenti di spostamento producono 3 tipi di effetti: BIOCHIMICO: riequilibra il disordine enzimatico degli adipociti e accelera il metabolismo ultrastrutturale delle cellule richiamando sangue ricco di ossigeno velocizzando il flusso e facilitando il drenaggio linfatico dalle aree periferiche non affette dalla cellulite. TERMICO: per l’effetto joule prodotto dalle correnti di spostamento induce una endotermia profonda e omogeneamente diffusa. MECCANICO: aumentando la velocità di scorrimento dei fluidi drena la stasi emolinfatica, tonifica le pareti vascolari. I tre effetti si rinforzano a vicenda. Qualità L’azione coinvolge dunque tutti i tessuti in modo: • profondo - perché l’energia associata al campo non subisce alcuna dissipazione nel trasferimento al tessuto; • omogeneo - perché l’incremento di temperatura è generato dalle correnti di spostamento la cui intensità è direttamente connessa alla forza di attrazione e/o repulsione esercitata dall’elettrodo attivo che è costante perché determinata a livello del generatore. Correnti di spostamento L'efficacia della Tecarterapia si basa sulla possibilità di trasferire energia biocompatibile ai tessuti lesi, senza alcuna somministrazione dall'esterno, ma inducendo dall'interno le cosiddette correnti di spostamento attraverso il movimento alternato (500.000 volte al secondo) delle cariche elettriche che, sotto forma di ioni, sono costituenti essenziali di ogni substrato biologico. Dissipazione ideale Nei sistemi a proiezione radiante dall’esterno oltre l’80% dell’energia viene dispersa già nel primo µ di epidermide, con conseguente surriscaldamento dello strato cutaneo e inefficacia dell’azione a livello profondo. Grazie alla modalità tecnica con cui viene trasferita l’energia, La Tecarterapia è caratterizzato da una curva di degrado dell’energia molto vicina a quella del modello ideale: questo depone per un’efficacia terapeutica in grado di raggiungere anche i tessuti profondi. Omogeneità L’incremento della temperatura si genera dall’interno della biostruttura, per effetto delle correnti di spostamento che dalle zone periferiche si concentrano verso l’area di applicazione. L’intensità di queste correnti è indipendente dall’aspetto resistivo del tessuto, perché è connessa alla forza di attrazione esercitata dall’elettrodo attivo di Hcr 901, che viene impostata dal generatore. Nell’area di richiamo sottostante l’elettrodo, l’intensità della corrente risulta dunque costante e, di conseguenza, costante è anche la temperatura generata. Focalità L’effetto biologico dato dall’attrazione delle cariche verso l’elettrodo attivo mobile si sviluppa esclusivamente nella zona di applicazione. Questo permette di essere molto precisi nel trattamento e, agendo sulla potenza erogata, di escludere quelle aree - anche molto prossime - per le quali sussistono delle controindicazioni. Innocuità La corrente non è presente per contatto diretto, ma come movimento di attrazione e repulsione delle cariche ioniche naturali. I risultati in profondità vengono ottenuti senza che la superficie cutanea sia attraversata da alcuna forma di proiezione diretta di energia. La presenza di protesi metalliche non costituisce una controindicazione al trattamento. Attività sui tessuti a maggiore resistenza La modalità Resistiva è attiva sui tessuti a maggiore resistenza biofisica: ossa, cartilagini, grossi tendini, aponeurosi. Permette di risolvere il danno biologico in tutte le forme di patologia cronica caratterizzate da degenerazione e fibrosi. Il tessuto cicatriziale fibroso conseguente al danno biologico è tipicamente viscoso e ischemico, sede di processi metabolici e, soprattutto, nutrizionali molto rallentati. La rivascolarizzazione di queste aree, attraverso l’aumento della temperatura interna, ripristina un metabolismo corretto che restituisce vitalità ai tessuti. Non producendo effetti collaterali di superficie, l’elettrodo resistivo può essere mantenuto in sede a lungo, permettendo al tessuto di raggiungere quei livelli di endotermia a cui non si può pervenire altrimenti, e che sono determinanti ai fini terapeutici soprattutto nel caso di patologie croniche ad evoluzione degenerativa e/o fibrotica. Attraverso l’iperemia, infatti, il tessuto raggiunge il gradiente termico necessario a innescare le reazioni metaboliche vitali proprie dei tessuti sani. L’iperemia richiama ossigeno ai tessuti, inducendo una profonda e diffusa vascolarizzazione che ripristina i livelli metabolici endocellulari. L’elettrodo resistivo crea un campo elettromagnetico che porta le cariche elettriche endogene a concentrarsi nella zona di massima resistenza: ovvero nei tessuti tendinei e ossei. Nelle cellule di questi tessuti si ha un aumento delle trasformazioni energetiche (ADP in ATP) che si traduce in un incremento del consumo di ossigeno soddisfatto da un aumento della vascolarizzazione capillare. La Tecarterapia associa due modalità, resistiva e capacitiva, che agiscono in modo selettivo e complementare. La modalità capacitiva agisce specificatamente sui tessuti molli (muscoli, sistema vascolo/linfatico, etc.). In modalità resistiva, invece, il trattamento coinvolge esclusivamente i tessuti a maggiore resistenza (ossa, cartilagini, grossi tendini, aponeurosi).concentrando l’intervento su una tipologia di tessuto, con l’apparecchiatura capacitiva/resistiva il terapista può costruire un programma di cure dettagliato, che si articola in tre macro fasi: 1. Distensione propedeutica; 2. Attività sui tessuti fibroconnettivali e ossei; 3. Recupero del tono muscolare.
Articolo tratto dal sito www.unibell.it
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