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Osa essere diverso. In così tanti preferiscono essere ortodossi piuttosto che giusti.

Un modo ecologico di riequilibrarsi: il Rolfing®
Articolo pubblicato il 05/09/2003

Se si guarda al corpo umano come a una macchina qualunque, si rischia di perdere di vista la sua unicità di sistema complesso adattativo.
Oggigiorno si stanno collaudando, anche con risultati positivi, gli esiti tecnologici della bio-medicina; ma un pensiero troppo meccanicistico rischia di equiparare il nostro corpo ad una macchina: trapianti di organi, organi artificiali meccanici, supporti elettronici, stanno rafforzando l’immagine del corpo come di un meccanismo riparabile e sostituibile con parti nuove, tra non molto addirittura clonabili.
Gli organismi viventi sono costituiti da parti costantemente in relazione tra loro: sono in realtà molto di più dell’insieme di segmenti in cui è possibile scomporli. Incessanti interazioni tra i vari elementi determinano quell’equilibrio strutturale e funzionale, che ogni organismo possiede.



Partendo da questo dato di fatto, possiamo ribaltare il nostro punto di vista e invece di domandarci solo quale squilibrio può essere causa di malattia nel nostro organismo, in modo più positivo possiamo cercare di capire quale equilibrio può essere all’origine del nostro stato di salute e di benessere e pensare a qualcosa di diverso, prima di affidarci alla meccanica, alla plastica o ai circuiti di un computer.
Le mani dell’uomo, così strettamente legate al cervello, sono state da sempre anche strumento di conoscenza: le mani che accarezzano, che esplorano, che trasformano, che curano e costruiscono. Un uso positivo le rende strumento di benessere e di piacere.
Con l’aiuto delle mani di un Rolfer® si può compiere un percorso di esperienza personale.
1) Il Rolfing®: com’è nato
All’inizio, negli U.S.A., il metodo era diffuso come “Integrazione Strutturale”. La parola “Rolfing®” - creata successivamente da utenti entusiasti - significa: “Usare il metodo della Dr. Ida Rolf”.
Questa bio-chimica americana, agli inizi del secolo scorso, aveva dei familiari con problemi fisici che non si sapeva come risolvere. Tramite alcune discipline, come l’osteopatia, l’omeopatia e lo yoga, assimilò il senso dell’olismo del corpo: esso è un tutt’uno, reagisce come un tutt’uno e va considerato e trattato nell’insieme anche quando sta male.
Gli studi in bio-chimica l’avevano resa consapevole che c’è un tessuto del corpo umano, il connettivo che forma la fascia, il quale reagisce ad alcuni stimoli indurendosi, e che torna più fluido con altri: si pensi a una cicatrice, che dapprima è molto dura, poi, col passare del tempo, tende ad ammorbidirsi.
La sua formazione scientifica la portò a considerare che, come una qualunque altra struttura, il nostro organismo è soggetto alla forza di gravità: per avere funzioni ottimali, deve essere diritto e flessibile.
Capì, e fu la prima, che quando i segmenti mobili del corpo sono impilati male, la gravità comincia ad agire come forza disgregante: molte disfunzioni dipendono dagli sforzi dell’organismo per mantenersi eretto, attuati tramite l’indurimento e l’ispessimento delle fasce muscolari.
In questa battaglia, ogni sforzo del corpo è destinato a soccombere; essendo molto plastico, per effetto della gravità finisce per deformarsi sempre più: infatti, la maggior parte degli anziani si ingobbisce.
Ma, in modo veramente geniale, la dott.sa Ida Rolf comprese che c’è una strada per ripristinare l’equilibrio: agendo sulle fasce di tutto l’organismo, con una pressione a volte lieve, a volte molto decisa - mai violenta - riuscì a togliere irrigidimenti che bloccavano in posizioni anomale i vari segmenti corporei (testa, busto, bacino, gambe); liberandoli dalle tensioni, riuscì ad impilarli di nuovo, così che la verticale della gravità li potesse attraversare correttamente.
Quando c’è questo presupposto, la gravità, da nemica, può diventare una forza che lavora con noi e per noi.
Il concetto essenziale è molto semplice: ogni gesto che facciamo può essere fatto con tensioni – e si creano delle rigidità – o si può fare col minimo sforzo, rilassandosi in gravità prima di agire.
Il senso del peso, che viene lasciato scendere fino al punto d’appoggio, crea un movimento subito più fluido: il corpo rimane flessibile e i disturbi se ne vanno.
2) Come si attua
Il Rolfing si può definire come un processo per ritrovare il giusto equilibrio in gravità, che la persona compie nell’arco di 10 sedute.
Ognuna di esse ha un suo scopo: liberare il respiro, creare un migliore rapporto tra gli arti inferiori e il terreno, rendere più flessibile la spina dorsale…
Ogni seduta ha contemporaneamente una parte di manipolazione delle mio-fasce, più lenta e profonda di un massaggio, e una di attivazione della percezione, per imparare a usare il sostegno della gravità durante le attività quotidiane.
Si valutano le azioni che si compiono abitualmente - stare seduti al computer, suonare uno strumento, lavare i pavimenti…: si esplora come eliminare le rigidità di cui si è inconsapevoli, che ostacolano il fluire del movimento.
La parte di manipolazione agisce sulla fascia: in alcuni punti è sottile e trasparente come una pellicola, in altri è bianca, molto spessa.
Questo tessuto è onnipresente nel nostro corpo: non ricopre solo i muscoli, ma riveste gli organi, le viscere e tutte le cavità; forma tendini, legamenti e membrane; crea un'unica rete che connette ogni elemento del nostro corpo.
E’ un vero e proprio relais, che trasmette a tutto il resto del corpo ogni variazione in un singolo settore. E' una rete fondamentale per scambi di tutti i tipi, da quelli metabolici, a quelli neurologici. Questo sistema ci consente di coordinare il movimento nello spazio con precisione e armonia.
Ida Rolf definiva la fascia “l’organo della forma”: chi ha le gambe storte, per esempio, non ha le ossa fatte in modo strano, ma ha delle fasce (e tendini, e legamenti) che tengono le ossa delle gambe in modo da creare quella determinata forma. Essa dipende anche da altri fattori, come la conformazione della spina dorsale, quella del bacino, la posizione dei piedi: ogni segmento ha, nello spazio, in un dato momento, un rapporto con tutto il resto definito dalle fasce connettivali.
Le fasce possono indurirsi perché compiono sforzi eccessivi e prolungati, possono disidratarsi a causa dell’inattività (ipo-tono degli anziani), si modificano in seguito a infiammazioni, a traumi fisici o psichici, a sollecitazioni di tanti tipi.
Anche un organo sofferente crea alterazioni nei tessuti che lo sostengono e, tramite la connessione delle fasce, può manifestare i suoi problemi a distanza: per esempio è possibile che gli spasmi della cistifellea, o dello stomaco, provochino un dolore vertebrale.
3) Lo scopo del Rolfing
Il Rolfing, riallineando la struttura, permette di ritrovare equilibrio rispetto alle forze gravitarie in cui siamo inscritti.
E’ un metodo che ricrea un equilibrio dell’insieme; nel fare ciò, molti sintomi dolorosi scompaiono: non è per curare una malattia o una patologia “specifica”.
Facciamo l’esempio di una persona che arriva con una tendinite: il nostro obiettivo principale è quello di capire in seguito a quale squilibrio la tendinite si è instaurata - come il segmento in crisi si mette in relazione con tutto il resto - come migliorare questo rapporto anche rispetto alla gravità terrestre- quale contrazione e quale gesto ripetuto è all’origine dello squilibrio – quale movimento sarebbe più idoneo per compiere la stessa azione senza mettere in crisi il sistema.
La visione è complessiva: si cerca di ricreare una giusta relazione tra vari elementi corporei, in crisi tra loro.
Con quest’ottica di ampio respiro si può dare un valido aiuto anche a molte sintomatologie specifiche: dorsalgie, lombalgie, la sindrome del tunnel carpale, il torcicollo, la periartrite scapolo-omerale, per fare alcuni esempi.
Il Rolfing dà un senso di benessere anche a livello psichico, ma non deve essere inteso come una psicoterapia: la dott.sa Ida Rolf era perentoria su questo punto.
Ognuno arriva al Rolfing con il proprio bagaglio di “cicatrici psicologiche”: non si esplorano questi aspetti. Ciò che si può ottenere è capire come “qui e ora” si possono lasciare andare atteggiamenti corporei - di chiusura, di difesa, di tensione - sorti per motivi sicuramente validi, ma che perdurano anche molto tempo dopo che la causa che li ha provocati è cessata.
Molte, dettagliate notizie si possono trovare nel sito www.rolfing-italia.it.
L’Associazione Italiana Rolfing® e la difesa del marchio
L’Associazione Italiana Rolfing® è sorta per promuovere la diffusione della tecnica e della formazione Rolfing nel nostro paese e non ha fini di lucro. La sua sede legale è a Rimini.
E’ formata dai membri residenti in Italia del Rolf Institute of Structural Integration.
L’Istituto, fondato dalla dr. Ida Rolf, è riconosciuto come istituto di ricerca dal governo degli Stati Uniti. Esso ha sede a: 205, Canyon Boulevard, Boulder, CO 80302, U.S.A.; tel. 001 303 449 5903; fax 001 303 449 5978; url: www.rolf.org; e-mail: rolfinst@rolf.org.
L’Associazione è il riferimento qui in Italia per tutti coloro che vogliono informazioni sui corsi e sulla formazione.
Le parole Rolfing® e Rolfer® e il logotypo del Rolfing, sono marchio depositato dal Rolf Institute of Structural Integration. Il marchio Rolfing® è registrato in tutto il mondo.
Solo le persone formate e abilitate dai docenti del Rolf Institute possono praticare “Rolfing”.
Questa non è una formalità, ma la garanzia che la persona, cui ci si sta rivolgendo, è stata preparata in modo adeguato.
Integrare una struttura è cosa più complessa di un semplice massaggio profondo localizzato; i Rolfers sono preparati a creare quest’integrazione. Essi sono tenuti a continuare il loro aggiornamento professionale anche dopo essere stati abilitati al lavoro, con workshops e trainings successivi (Advanced Training e Rolf Movement Training).
Finora i corsi sono in inglese e si tengono all’estero, ma dal 2005 si terranno corsi anche in Italia, e in italiano.
Attualmente a Torino si tiene regolarmente il Pre-training, parte integrante del corso di Rolfing, ma anche momento di formazione per tutti quei terapisti che vogliano guardare in modo più olistico il corpo umano - cioè le persone che si troveranno “tra le mani”.
Per ulteriori informazioni: - Tel.& fax 337 22 26 27; www.rolfing.it; e-mail: info@rolfing.it

 
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