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Terapia craniosacrale Articolo pubblicato il 25/07/2003
Il nostro spirito ha la tendenza a respingere le cose che non corrispondono alle credenze scientifiche del nostro tempo. Troppo spesso infatti gli scienziati si ostinano a credere che i fatti che non possono essere spiegati dalle teorie tradizionali non esistano (A. Carrel).
Il meccanismo craniosacrale

All'inizio del secolo il Dr. W. G. Sutherland ebbe un'intuizione per lui sconvolgente derivante dall'osservazione delle suture craniche che sembravano conformate in modo da permettere dei micromovimenti ed impiegò diversi anni nel tentativo di dimostrare a se stesso che si stava sbagliando. Ebbe invece la conferma del fatto che a livello delle suture craniche esiste una certa elasticità che permette dei movimenti ritmici indipendenti dal ritmo respiratorio, ma conseguenti alla motilità del sistema nervoso centrale. Questa motilità, di espansione (con riempimento ventricolare) e di ritorno alla norma (con parziale svuotamento ventricolare) ha un ritmo di circa 10-12 pulsazioni al minuto e si trasmette attraverso le meningi alle ossa craniche e all'osso sacro (le meningi avvolgono il midollo spinale e si inseriscono a livello della 2° vertebra sacrale). Qualsiasi evento traumatico a livello del cranio o del sacro può influenzare negativamente questo meccanismo nel suo ritmo o nella sua ampiezza determinando effetti di vario tipo, sia a livello del sistema nervoso centrale e vegetativo, sia a livello circolatorio. Inoltre, se l'evento traumatico avviene nel neonato o nel bambino influenzerà la crescita ossea del cranio e del resto del corpo. L'osteopata è in grado di percepire, attraverso la palpazione del cranio e del sacro, la qualità del movimento e ha la possibilità di intervenire con tecniche di manipolazioni dolci per ristabilire una condizione di normalità o comunque migliorare la situazione. La terapia cranio-sacrale è stata sviluppata dall’osteopata JOHN UPLEDGER negli anni ’70 a partire dai concetti dell’osteopatia craniale.

Il concetto teorico si basa sui seguenti presupposti: - il tessuto connettivo, inteso nel senso più lato, è disposto attorno a tutti gli organi; - le meningi sono parte del tessuto connettivo; - la presenza di una proiezione strutturale specifica dalle strutture periferiche (tessuto connettivo esterno alle meningi) alle strutture centrali (meningi), così come la presenza di una proiezione generalizzata dalle strutture centrali alle periferiche; - il trattamento delle strutture connettivali e delle meningi esercita un influsso sul Sistema Nervoso Centrale; - il cosiddetto movimento cranio-sacrale si completa all’interno delle strutture connettivali e delle meningi. Gli aumenti della tensione che compaiono nelle strutture connettivali del corpo, comportano un aumento specifico della tensione delle meningi (proiezione strutturale specifica). Il trattamento delle tensioni comparse nelle strutture connettivali del corpo modifica la tensione all’interno delle meningi; contemporaneamente determina effetti giustificabili solo attraverso il miglioramento della funzione del Sistema Nervoso Centrale (proiezione generalizzata). Al contatto del corpo può essere riconosciuto un miglioramento qualitativo di un movimento eseguito indipendentemente dalle espirazioni o dal battito cardiaco (movimento cranio-sacrale). Equilibri di tensione delle strutture connettivali e delle meningi possono modificare di conseguenza la funzione del Sistema Nervoso Centrale.
Obiettivi Tutte le indicazioni sono mirate al raggiungimento dell’equilibrio tra strutture connettivali e meningi per ottimizzare la funzione del Sistema Nervoso Centrale. Attraverso il miglioramento dell’attività del Sistema Nervoso Centrale si cerca di raggiungere, nel trattamento individualizzato, una maggiore consapevolezza.
Esecuzione La terapia cranio-sacrale è una tecnica manuale non invasiva delicata, applicata per individuare e risolvere gli squilibri appena descritti. L’esame obiettivo e il trattamenti possono essere eseguiti secondo schemi prefissati oppure personalizzando le singole fasi. Fondamento della terapia è il “movimento cranio-sacrale” ritmico, evocato da variazioni della pressione del liquido cerebrospinale. La terapia prevede l’applicazione delicata di forze di pressione e di trazione con trasmissione al tessuto in trattamento di un impulso che determina un movimento di “sbrogliamento” riconoscibile dal terapista. Il movimento di “sbrogliamento” deve essere rinforzato perché conduce al rilassamento del tessuto. Il movimento cranio-sacrale non è più rilevabile non appena si è instaurato il movimento di sbrogliamento e ritorna ad essere riconoscibile alla fine del rilassamento del tessuto. L’obiettivo principale del trattamento è l’aumento qualitativo del movimento cranio-sacrale e proprio le variazioni qualitative dovranno essere riconosciute dal terapista. Per valutare al meglio gli effetti del trattamento occorrerà, prima e dopo ogni seduta, palpare il movimento cranio-sacrale alle gambe, al bacino, alle braccia, in regione sacrale, alle ossa del cranio e del massiccio frontale.
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