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Notiziario Professionale - Settembre 2007 Articolo pubblicato il 07/11/2007
1 SEPTIES, UN CANAIO FORSE SALUTARE PER GLI INTERESSI DEI LAUREATI IN SCIENZE MOTORIE, CON SVARIONI “CHINESIOLOGICI”
Non si può certo negare che tutto il canaio suscitato dall’articolo 1 septies della legge 27/06, che prometteva, in fase pre elettorale, una insperata, quanto insensata, equipollenza tra “ginnasiarchi” e fisioterapisti, non abbia contribuito ad animare un ampio dibattito tra le forze politiche sulla reale, quanto drammatica, crisi occupazionale che investe i Laureati in Scienze Motorie, i cui spazi, quando va bene, sono occupati da personaggi con una formazione regionale anche di poche ore.
Proprio per limitare queste aberrazioni sono stati presentati, sia alla Camera che al Senato, vari disegni di legge come il n. 2228 dell’On. Ronchi ed altri; lo stravagante ddl dell’On Narducci ed altri; il n. 1423 del Sen. Caforio. Se un discorso a parte va fatto per il ddl Narducci, tutti gli altri, in buona sostanza, tentano di risolvere il problema prevedendo l’obbligatorietà della presenza, nei luoghi dove si svolge attività sportiva, di un responsabile Laureato in S.M., che assume la “direzione tecnica” nelle “società sportive anche non professionistiche” e scuole di addestramento alle discipline sportive. (Sen. Caforio)
Un discorso a parte, dicevo, va fatto per il ddl presentato alla Camera dagli Onorevoli Narducci, Cesario Bruno, Pellegrino e Li Causi. Di questo progetto si è assunto la paternità anche Giorgio Berloffa, presidente dei sedicenti chinesionogi e veri abusivi dichiarati in riabilitazione, che si era per altro già assunto quella dell’articolo 1 septies e quella del tentativo di introdurre il “ tecnico di scienze motorie” nella legge 251/00. Insomma un poliedrico personaggio che, a tutto tondo, studia da anni il modo per diventare riabilitatore, con l’esploit dello scorso anno quando fu messo alla porta dall’Università di Chieti per aver tentato di convertire in Laurea in Fisioterapia un suo diplomino, smaccatamente culturale e di nessun valore legale.
La proposta di legge che tanto piace “al nostro Giorgio” non è certo passata inosservata e i primi commenti critici sono arrivato proprio dalle Associazioni di Laureati in S.M. Valga per tutte quanto si può leggere sul sito della CAPDI. Ve ne propongo un sunto:
“La proposta di legge…dei Deputati Narducci ( ed altri ), introduce nell’ordinamento nazionale la figura professionale del Chinesiologo….. E’ prevista l’obbligatorietà nelle strutture private (palestre, centri fitness...) di un dirigente chinesiologo.…. La legge si applica anche ai soggetti (associazioni sportive ) che organizzano le attività previste con l’esclusione dell’obbligatorietà del rapporto di lavoro dipendente….
OSSERVAZIONI:
Il PdL dep. Narducci riconduce tutte le attività professionali rientranti nelle varie forme di ginnastica attiva, educativa e compensativa nelle attività sportive e di benessere psico-fisico e, in campo socio e/o sanitario, alle pratiche legate alla prevenzione, alla rieducazione e alla disabilità motoria, svolte da Laureati in Scienze motorie e classi affini, all’interno di strutture gestite da soggetti pubblici e privati ad una figura professionale che non ha riconoscimento nell’ordinamento giuridico italiano: il chinesiologo.
Ora, appare alquanto singolare che esista una associazione nazionale di diplomati isef e laureati in scienze motorie che riporta tale denominazione sul nome e lo statuto e che quindi trarrebbe notevole vantaggio dall’applicazione di tale legge ( una volta diventata tale ).
Il PdL Narducci, secondo la nostra opinione, è a rischio di possibili eccezioni di costituzionalità poiché ridimensiona le competenze legislative regionali riconducendole alla ricerca dell’ottimizzazione nella localizzazione e razionalizzazione dello svolgimento delle attività”.
Dopo questa netta stroncatura, da parte dei laureati in scienze Motorie, per quel che ci riguarda, sarà bene sapere che questo ddl permetterebbe al chinesiologo di operare anche all’interno del sistema sanitario, socio-sanitario e in quello delle attività psicofisiche. Le strutture private, come palestre, centri fitness, centri sportivi polifunzionali, dovranno essere dirette e/o gestite da un chinesiologo, in barba quindi ai soli laureati in S.M. Attenzione però perché se nelle strutture caratterizzate da un’unica linea di attività fisico-motoria la funzione dirigenziale è prevista per il chinesiologo in possesso della Laurea triennale in S.M., in quelle dove si fa anche riabilitazione il dirigente chinesiologo dovrà essere in possesso della Laurea Specialistica o di un master universitario, sempre che, udite, udite, per le specifiche attività, si impieghino figure professionali previste dal sistema sanitario, cioè fisioterapisti! Roba da chiodi, ma non ne abbiamo già fin troppi di inutili “pretendenti al titolo” tra i piedi?
ALLARMATO ANCHE IL PROF. PIVETTA PER LA SCARSA INFORMAZIONE AGLI STUDENTI IN S.M.
Quando, in Notiziario Professionale di maggio 2003, ebbi a commentare, in “Ancora sugli Isef, non ne posso più!”, quanto andava scrivendo su “Sport e Medicina” n. 1/03, il Presidente di una Associazione di Laureati in Scienze Motorie, rischiai di essere denunciato dalla mia “yorkshire” perché ne avevo violato la privacy, svelando la genealogia del padre, un barboncino nano. Solo ora scopro, facendo passare vecchie carte in redazione, di aver rischiato la stessa cosa anche dall’autore del pezzo, il Prof. Sergio Pivetta, fisioterapista oltre che Laureato in S.M., Presidente dell’Associazione del Laureati in S.M., che in calce ad una sua lettera dell’otto febbraio dello scorso anno aggiunge di suo pugno: “ Egregio signor Carini può informare, se crede, la…., e quel suo collega complessato che non ho querelato a suo tempo solo perché ho avuto problemi più importanti da risolvere”. Incuriosito e lusingato da tale citazione mi sono riletto immediatamente il pezzo il cui sugo riconfermo, perché è inutile prendersela con “i Fisioterapisti e l’Aifi per quel loro chiodo fisso che li porta a considerare abusivi anche quei diplomati Isef, o laureati in S.M., che si sentono “portati” per la rieducazione senza essere necessariamente Terapisti”. Incidentalmente scrivevo anche” Non è il caso che ricordi al Pivetta che non è un nostro chiodo fisso quello di impedire ai laureati in S.M. di fare sia i Medici che i Fisioterapisti ma un preciso dettame, art. 2 comma 7, della stessa legge istitutiva della laurea in Scienze motorie”.
Vi starete chiedendo perché mai indugi su vecchie carte visto quanta acqua è passata sotto i ponti. Già, proprio così, di acqua ne è passata tanto in questi quattro anni e non solo per il sottoscritto, ma anche per il Collega Presidente dell’A.L.S.M. visto la lettera che si è sentito in dovere di spedire ai Presidi delle Facoltà e CdL in Scienze Motorie, della quale si riporta l’incipit:
“Ci giungono, da parte di giovani laureati in scienze motorie, richieste di chiarimenti sulle competenze derivanti dal conseguimento di detta laurea, indirizzo attività preventive ed adattate.
E, da parte di un'Università del Centro Italia è stata distribuita agli studenti la relazione - rigorosamente anonima - nella quale si prospettano sbocchi professionali presso ... omissis ... "aziende ospedaliere" ... omissis ... "strutture pubbliche e private per disabili" etc.
Nessun cenno all'art. 2 comma 7 della legge 08.05.98 N. 178. (legge istitutiva della laurea in Scienze Motorie ndr)
Di fatto, quindi, molti giovani si trovano a dover affrontare una realtà diversa da quella che era stata loro prospettata”.
Tratto da Riab Info - Autore: GM
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