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Approccio alla biomeccanica del tessuto muscolare Articolo pubblicato il 03/11/2006
Tutti siamo più o meno a conoscenza del fatto che la carne che mangiamo (vegetariani esclusi, ovviamente) è in gran parte costituita da tessuto muscolare. Al giorno d'oggi i muscoli sono l'unico particolare di un macchinario che è possibile cucinare in modi differenti; tuttavia, quello di cuocerli, non è forse il miglior modo di prepararli per acquisire una conoscenza del loro funzionamento. Lasciando alla fisiologia gran parte della descrizione dei processi di trasduzione chemiomeccanica con i quali si ha la trasformazione di energia biologica in energia meccanica, ci interesseremo ora di quelle che sono le caratteristiche biomeccaniche dell'apparato muscolare. Da questo punto di vista i tessuti che costituiscono i muscoli possiedono due modalità di comportamento: uno attivo, caratterizzato dalla capacità contrattile, ed uno passivo, la cui risposta meccanica è attribuibile alle caratteristiche dei costituenti del tessuto.
Distinguiamo due tipologie di tessuto muscolare:
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scheletrico
cardiaco
Questa suddivisione è stilata su base visiva ed è sufficiente per inquadrare l'argomento. Infatti esistono molte eccezioni; ad esempio il miocardio è un muscolo striato ma è controllato dal sistema nervoso involontario; inversamente gli sfinteri sono costituiti da tessuto muscolare liscio, ma sotto controllo volontario.
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Dispensa a cura degli studenti del modulo di Bioingegneria Meccanica I, docente: prof. Arti Ahluwalia, c.d.l. Ingegneria Biomedica
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